Spese ed enti inutili. La Provincia (ma esistono ancora?) si allarga

La domanda è: ma che se ne fa un ente come una delle più piccole Province d’Italia di una sala poli-funzionale in via di allestimento e che costa 100mila Euro all’anno? La cosa, come dire, passerebbe sotto anestetico, se non ci fosse stata una presa di posizione di qualche esponente dell’opposizione in Consiglio provinciale che ha inteso fare luce su una spesa che di questi tempi griderebbe vendetta al cielo. Il tutto ebbe inizio nel maggio del 2010, quando all’Autorità portuale c’era Bonicciolli, che rifilò l’affitto dell’immobile di corso Cavour, sito dietro al Miela, alla Provincia: lavori da fare, soldi da spendere (quelli del Porto) e poi il contratto di nove anni. Da incorniciare la dichiarazione della presidente Poropat sul futuro utilizzo di quello spazio di 878 metriquadri, parole che fanno rimpiangere le “convergenze parallele di Aldo Moro: “si tratta di un luogo che consentirà alla Provincia di agevolare le occasioni di confronto con il territorio anche nell’ottica di una programmazione partecipata”. Una specie di supercazzola dal profilo accademico. Due anni dopo i lavori sono ancora in corso(Cavour) ma l’obiettivo sembra (a)variato. Oggi infatti sul Piccolo si legge che lo spazio non sarà più destinato ad attività culturali, ma diverrà uso uffici, il che in chiave di futuro ridimensionamento dell’ente (Monti non mollare!) suona come una barzelletta. Da 100mila Euro all’anno.

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