Lamorte risolve il giallo futurista sull’uso disinvolto del logo regionale.

Piccolo riassunto: capita che i futuristi, per promuovere on-line (sulla pagina face book dell’onorevole Menia) l’omonima testata in chiave regionale, usino il logo di Turismo Fvg, che è di proprietà della Regione. Più di qualcuno se ne accorge, anche perché vedendo quel simbolo le cose sono due: o c’è stato un contributo, oppure un utilizzo improprio di un logo istituzionale. Un po’ come se sugli inviti di matrimonio qualcuno ci mettesse l’alabarda con scritto Comune di Trieste. Uno che può pensare? Come minimo che il Sindaco abbia pagato le bomboniere. La cosa ha una certo eco anche in Friuli, attraverso il sito del Perbenista e a Cervignano il massimo dirigente dell’agenzia regionale per il turismo, Edi Sommariva, prende carta e penna e scrive al direttore della rivista futurista Filippo Rossi queste parole: “l’inserimento dello stesso (il logo in questione, ndr) nella vostra comunicazione è pertanto da ritenersi inopportuno poiché causa di confusione e fraintendimenti…”.  Ma come spesso accade nelle strutture organizzate (nella fattispecie non troppo) alza la mano il colpevole, che risponde al nome di Valerio Lamorte, il quale invia una nota al sito Il Perbenista.it. La sua versione dei fatti è tanto semplice quanto letale: nessun contributo, si è trattato del frutto di “una licenza artistica di rete”. Insomma, una specie di esproprio proletario informatico: ulteriore segnale forse di un oscillamento verso coordinate ideali meno proprie alla destra tradizionale? Nel pomeriggio intanto l’Ansa ci illumina, riportando quanto detto del caporedattore del Futurista regionale, Francesca Vivarelli, alla presentazione dell’edizione regionale della testata, rimarcandone: “qualità, libertà intellettuale e spregiudicatezza”, quest’ultima a dire il vero pure troppa, visto il disinvolto uso del logo regionale fatto dal signor Lamorte. A seguire le parole del marito, l’onorevole Menia, giunto alla sua quinta legislatura “tutto oggi dà ragione alla scelta che compimmo, lasciando muffa e vecchi recinti per essere sobri, liberi e futuristi”. Presente alla conferenza stampa anche il consigliere regionale Paolo Ciani (terza legislatura), che futurista, ma soprattutto libero lo è senz’altro, seppur con un’indagine a suo incarico da parte della Procura di Udine per truffa aggravata. Auguri allora al nuovo mensile, che alla luce di queste premesse porterà certamente una ventata di nuovo nell’ammuffito panorama politico regionale.

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