Val Rosandra contro corrente: Ciriani, un marziano con le palle

Nel panorama quotidiano e italico dei cambi di opinione, degli scaricamenti a terzi inesistenti, del disconoscere i propri collaboratori, gli ultimi tre giorni ci hanno offerto la figura di un politico che non si può dire che se la sia fatta sotto i pantaloni per le paginate di giornale e lo tsunami via internet a lui un po’ troppo frettolosamente dedicati. Avrebbe fin da subito potuto scaricare alla grande sul Comune di Dolina, ma signorilmente non l’ha fatto, perché per prima cosa ha ritenuto doveroso difendere i suoi uomini, spiegando pazientemente a un’opinione pubblica che sentiva l’odore del sangue le ragioni dell’operato della Protezione civile. Non si è mosso di un centimetro, quando uno Schettino qualsiasi avrebbe abbandonato le truppe al destino del pubblico ludibrio. Ciriani è un marziano che è planato su un pianeta chiamato Trieste, e più nello specifico Val Rosandra, dove una cosa sono i residenti e un’altra i gitanti e gli escursionisti. Ora, i primi hanno l’aspirazione alla sicurezza, al vivere senza temere le esondazioni del torrente, ed è per questo che hanno partecipato e pure approvato l’intervento della Protezione civile. Con loro ha avuto a che fare sul posto Ciriani, che per i primi minuti all’inizio del casino non è riuscito a raccapezzarci su come mai era in atto una rivolta mediatica da rivoluzione d’ottobre, quando invece gli era addirittura pervenuta una mail di ringraziamenti dal sindaco Premolin. Essendo un marziano non sapeva che oltre agli autoctoni, ci sono anche quei triestini che la valle la sentono ugualmente loro, anche se quando piove e il fiume si ingrossa stanno tranquilli  nelle loro case in città. Ora non siamo dei botanici e non sappiamo quanto danno sia stato fatto, però lo spettacolo a cui abbiamo assistito con l’ultima indifendibile chiamata in causa del Comune di Dolina San Dorligo ci ha consegnato, fra i molti in buona fede, l’immagine un po’ patetica di qualche nostrano cacciatore di consenso contrapposta a quella di un uomo, fallibile come tutti noi, ma coerente fino all’ultimo nel difendere il lavoro suo e di chi gli è stato accanto, argomentando senza tentennamenti, con fermezza e lucidità le proprie ragioni. Insomma, un marziano con le palle.

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