Pasqua, turismo a picco. Lamentele e insoddisfazione anche dall’ultrà cosoliniana.

Nelle didascalie che hanno accompagnato le immagini della vittoria del centrosinistra alle elezioni comunali di un anno fa, una è rimasta scolpita nel marmo, non tanto per l’autorevolezza e la sensatezza delle cose dette, quanto per il livello olimpico di culto della personalità a favore dell’attuale sindaco. A pronunciarle l’allora neopresidente di Federalberghi, Cristina Lipanje, che nell’euforia del cambio di governo locale disse al Piccolo: “penso che dobbiamo assolutamente rilanciare Trieste, è vero che ci sono più turisti, ma sono del genere che non porta ricchezza, puntano molto al ribasso… ma adesso la nuova amministrazione mi sembra molto attenta a queste politiche, ho già parlato anche col nuovo assessore alla Cultura, Andrea Mariani, che vuole aprire Trieste a eventi di spessore e di livello internazionale”. Lipanje racconta anche che il turismo è ripreso subito dopo le elezioni: «Come se la gente avesse intravisto una speranza nuova». Lei stessa afferma che in piazza, dopo l’elezione di Cosolini a sindaco, ha visto «talmente tanta gente ridere, allegra, come non succedeva da anni”. Per non sparare sul pianista evitiamo di calcare la mano su come sia finito il tentativo dell’ex assessore Mariani di aprire la città ai grandi eventi internazionali, così come sulla contaminazione euforica che avrebbe investito la popolazione dopo l’elezione del nostro sindaco. Un anno dopo stessa spiaggia, stesso mare e stesso interprete, la musica però cambia. E di brutto. Dal Piccolo di sabato: Titolo, sobrio: Turismo, mezzo flop per Pasqua . La presidente della categoria Lipanje è delusa: «Lontani dal tutto esaurito. Altro che alberghi pieni, ci sono molte stanze libere Musei aperti? Un passo avanti ma scarsa promozione e la card unica costa troppo per pochi giorni».
Cara Presidente, non è che stavate meglio quando dicevate di stare peggio?

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