Incubo Equitalia. La Cassazione ha deciso: sotto gli 8mila Euro non si ipoteca un cazzo.

In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando la recentissima sentenza della Corte di cassazione arriva come un salvagente nell’oceano della disperazione di tanti piccoli imprenditori e artigiani. Per insolvenze e debiti inferiori agli ottomila Euro infatti, la famigerata Equitalia non potrà più rivalersi sulle nostre case.
A dirla tutta, era già in vigore una norma che tutelava le abitazioni dalla longa manus dell’agenzia di riscossione in caso di debito sotto gli ottomila euro: la legge n. 40 del 2010. Tuttavia Equitalia fino ad oggi ha rispettato tale norma solo per le casistiche riscontrate dopo la data di approvazione della suddetta legge, ovvero dopo il 2010.
La Corte invece ha interpretato la disposizione in senso allargato ovvero retroattiva: valida quindi anche per le cause in essere antecedenti l’anno 2010.
I primi a tirare un sospiro di sollievo sono proprio i ricorrenti, ovvero una piccola impresa di Catanzaro che per non aver pagato una cartella esattoriale di duemila euro del 2003 (ben 9 anni fa !), si era ritrovata una bella ipoteca su due piccoli terreni di proprietà dell’azienda.

L’iscrizione di ipoteche a scopo preventivo per riscossione di importi inferiori a otto mila euro non sarà più legittima. Un’arma in meno per Equitalia, una boccata d’ossigeno in più per i cittadini che potevano ritrovarsi la propria casa ipotecata anche per una cartella esattoriale di poche centinaia di euro.

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