L’insostenibile esistenza della Provincia. Il Sindaco Cosolini fa outing e ne riconosce la totale inutilità.


Non è dato a sapere quale sia stato l’impulso d’animo che ha condotto il sindaco (foto) a prodursi in un’esternazione che nel bacino di consensi del centrodestra sfonda porte aperte: l’eliminazione della Provincia. Riprendiamo le sue parole dal quotidiano locale, che troverebbero il plauso da più di qualche editorialista di Libero e de Il Giornale. “Faccio fatica a pensare che oggi come oggi le province siano necessarie. Peggio ancora se parliamo della provincia giuliana. Qui lo sforzo diventa sovraumano”. E pensare che lui assessore provinciale doveva diventarlo, nel 2001, quando Rosato (poi trombato) in caso di vittoria gli aveva già assicurato la delega all’economia e al lavoro. Ma il tempo e soprattutto l’esperienza per fortuna fanno maturare le idee. Diventa a questo punto curioso, almeno come certificazione d’esistenza, conoscere a tal riguardo quale sia il pensiero di  M.T.B. Poropat (foto), Presidente della nostra Provincia  bonsai, sulla sostanziale dismissione dell’ente da lei amministrato. Ente il cui ruolo, ad esempio, è ben potuto emergere nella fallimentare gestione del sentiero Rilke, così  nell’assenza anche di opinioni nell’operazione della Protezione civile in Val Rosandra, o nelle spese incomprensibili per realizzare sale d’arte (in una città dove il problema è trovare le mostre giuste e non nuovi spazi), oppure nelle competenze che si accavallano con i comuni in una funzione di passacarte che potrebbe essere tranquillamente delegata agli stessi municipi, dal momento che sono solo sei e che in uno ci vive l’80% della popolazione di tutta la provincia. Insomma, come dar torto a Cosolini: ritenere che tutto ciò rappresenti qualcosa di utile è veramente sovraumano.

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