I tre Caballeros dell’antipolitica. Agli strali del Sindaco (con vitalizio) si accodano due “Onorevoli”. E intanto domenica per la Juve chissà se qualcuno di loro pagherà il biglietto?

Spettacolare minicodazzo alla predica sull’anticasta del sindaco Cosolini, il quale accortosi che a fare il borgomastro ci si fa un mazzo come una capanna, ha puntato i piedi sugli stipendi percepiti dai piani alti della politica. Piani alti per altro da lui frequentati con una certa remunerazione, dal momento che percepirà fra quattro anni una pensione per il suo quinquennio da assessore regionale. Piccole contraddizioni, o amnesie della vita a parte, al suo J’accuse è seguita un’inedita processione composta proprio da chi appartiene a quelle alte sfere oggetto delle attenzioni del sindaco. Di privilegi politici percepiti dai cittadini come un’ingiustizia, appoggiando la linea barricadiera di Cosolini, parla sul Piccolo l’onorevole Menia, che siede in Parlamento da prima che fosse diffuso alle masse l’uso di internet (1994). Chi anche si trova in splendida sintonia con il nostro sindaco anticasta (il quale percepirà, come detto, il vitalizio per i cinque anni da ex assessore regionale) è l’onorevole Rosato. Anche lui ottimo testimonial della lotta ai costi della politica visto che, a seguito della trombatura alle comunali del 2006, il partito lo piazzò fra i 100 e passa sottosegretari dell’esecutivo guidato da Prodi, rimasto poi alla storia per il poco lusinghiero record del numero dei componenti di sottogoverno, con relativa spesa a carico del contribuente. Certo, accodarsi alla moda dell’antipolitica è certamente comodo, in questi giorni di lauree albanesi e di pranzi di nozze pagati con i soldi del finanziamento pubblico, però bisogna sempre prestare attenzione da quale pulpito arriva la predica. E a proposito di pulpiti e di gradinate, in vista della partita della Juve di domenica prossima, aspettiamo la foto istantanea delle tribuna centrale del Rocco. Sarebbe un buon segno, magari, che oltre ad esibire la loro magnifica presenza, onorevoli e autorità mostrassero quello stesso biglietto (pagato) che ai comuni mortali costa la bellezza di 160 Euro.       

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