Sessant’anni fa partirono in Vespa per Trieste italiana. Oggi il Comune nega l’uso di piazza Unità alla rievocazione. Parte un’interrogazione al Sindaco.

Comprendiamo bene che di questi tempi la mancata concessione da parte del Comune di piazza Unità ad un raduno di vespisti possa sembrare poco più di un’inezia, se confrontato ai problemi che stanno attanagliando l’Italia. Però è una storia che merita di essere narrata, se non altro perché gli organizzatori dell’iniziativa, promossa dal Comune di Bassano, intendevano rievocare uno storico raduno di 60 anni fa, quando nell’occasione la partecipazione di cento vespisti triestini (partiti da piazza Unità) assunse un significato patriottico, dato che la nostra città non era ancora tornata all’Italia. Adesso, nel 2012, in occasione di questa rievocazione, in molti volevano rivivere quella giornata, con lo spirito di riscoprire e recuperare un passaggio importante della nostra storia. Va da sé che il ritrovo e la partenza da Piazza Unità aveva un significato particolare, senza il quale la stessa manifestazione andava a perdere una parte della sua spinta simbolica, come in effetti è stato. Non sappiamo quali ragioni abbiano mosso il Comune, nell’ambito della discrezionalità dei suoi massimi vertici, a formulare un diniego sinceramente antipatico ed inopportuno. Sappiamo invece quali erano le ragioni per concedere l’uso della Piazza: una su tutte è che le lotte, le sofferenze e le conquiste delle generazioni che ci hanno preceduto assumono il loro giusto valore se ricordate e celebrate con la dignità che meritano, la stessa che in quest’occasione è venuta meno.

Sul caso è stata indirizzata al Sindaco anche un interrogazione urgente presentata dal consigliere circoscrizionale Alberto Polacco. Dalla risposta, se arriverà, forse avremo qualche spiegazione.

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