Guarda come Dordolo, guarda come Dordolooo con il twist: mazzata sul consigliere che voleva fare un falò dei triestini. Espulsione dal partito e licenziamento dalla Regione.

Ve lo ricordate il simpatico capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Udine che su facebook voleva fare un falò dei triestini? Fra le altre genialità commesse dal Dordolo, anche quella arcinota a livello nazionale delle parole pesantemente offensive nei riguardi di una donna indiana uccisa dal marito. Ebbene tutto ciò gli è costato caro, anzi carissimo: oltre che l’espulsione dalla Lega, anche il licenziamento dalla Regione, dove lavorava nell’ufficio di presidenza del consiglio. Ma Dordolo non demorde e annuncia battaglia. In un’intervista di oggi al Messaggero sminuisce le offese ai triestini riducendole ad “una catena di Sant’Antonio via web” e dichiara di non rassegnarsi all’espulsione preannunciando eventuali ricorsi; ” non mi pento e non mi dimetto ” ha dichiarato inoltre in un’intervista televisiva. Nella sua autodifesa il Dordolo ricorda infine che all’ interno della Lega c’è qualcuno che ha fatto anche di peggio, rimanendo immune da espulsione e fa riferimento a Borghezio. Forse voleva sottointendere all’episodio in cui il corpulento padano ha cercato di giustificare il norvegese Breivik autore della strage sull’isola di Utoya ( 90 vittime ) ?
Insomma di Dordolo sentiremo ancora parlare, intanto però a essere “bruciati” non sono stati i triestini…

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