Finalmente una gioia: il basket a Trieste torna in serie A, anche se 2. Problema: e adesso chi tira fuori i soldi?

Seimila persone, coll’irresistibile attrazione – de ‘sti tempi – dell’ ingresso gratuito, hanno assistito alla vittoria dell’Acegas nella finale pre la promozione che si è giocata ieri sera al PalaTrieste. Gioia giusta. Felicità legittima. Da oggi però emergono i gronghi, quelli che il finale a lieto fine a messo per qualche ora sotto il tappeto. In cima alla lista la pecunia: troppo poco per la A2 il contributo di Acegas. C’ è la necessita di trovare un aiuto esterno, dai privati, operazione che a Trieste come noto presenta un rilevante livello di difficoltà. Anche l’interesse del Comune nei confronti della squadra fin qua è stato freddino, forse perché la società è vista ancora come un soggetto troppo originato dalla precedente amministrazione. Sta di fatto che il sindaco in molti lo hanno segnalato più presente alle partite dello Jadran che a quelle dell’Acegas, mentre l’assessore allo sport, con una certa dose di evanescenza, mesi fa pensò bene di litigare con l’allenatore a seguito di alcune critiche per i tempi eccessivamente lunghi di ripristino del palasport. Insomma con queste premesse non sarà semplice per la società trovare le risorse necessarie alla costruzione di una squadra competitiva per il prossimo anno, considerata anche la possibilità, per non dire la necessità, di arruolare dei giocatori stranieri. Ma l’impressione ricavata ieri è che il vero capitale la Pallacanestro Trieste se lo ritrovi sugli spalti: un pubblico così affamato di basket è il miglior spot per convincere uno sponsor in cerca di visibilità.

(articolo di Marta BARZOTTO – redazione bollettino ts)

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