Gay e matrimoni. Le capovolte del finiano Ciani, star dell’anticasta in conflitto con se stesso.

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Nella non proprio irresistibile diaspora finiana, che prima di essere stata partitica è stata valoriale, non molti di quei protagonisti hanno goduto della visibilità internazionale del consigliere regionale del Fli Paolo Ciani. Niente che esalti le sue doti di politico, quanti quella di esondante protagonista del web. La sua uscita sul Balotelli “imbecille” che doveva andare a lavorare nei campi agricoli è passata su diversi tabloid inglesi, rendendo così notorie fino all’oltremanica le estroverse qualità di uno dei rappresentanti della classe politica del Friuli Venezia Giulia. Ma la rete, come abbiamo sperimentato in più occasioni, non perdona, soprattutto per chi si avventura nel terreno delle capriole di opinioni, pratica nella quale Fini è uno dei maestri più autorevoli sulla piazza. Ecco allora un Ciani vintage, che solo due anni fa tuonava parole di fuoco contro i manifesti, ritraenti giovani uomini in lingua in bocca, che il sindaco Honsell, confondendo Udine con Ibiza, aveva fatto affiggere in tutta la città. “Quei manifesti sono una violenza”, dichiarò a mezzo stampa il nostro Torquemada, salvo due anni dopo seguire pedissequamente la nuova direttiva finiana (già interprete in passato del j’accuse contro gli insegnanti omosessuali) che prevede un sostanziale assenso ai matrimoni fra gay. Un testa coda dalla portata comica irresistibile se si rilegge questo estratto del Ciani pensiero del 2010: “Questa campagna dell’arcigay riempie d’ orgoglio non chi fa battaglie contro i soprusi e le discriminazioni, compresa l’ omofobia, ma chi ritiene che le coppie omosessuali debbano a tutti i costi potersi sposare, adottare figli”. E non a caso nella pagina del suo sito internet che portava il simbolo del Pdl la coerenza è citata come principio fondante dell’azione politica del Ciani.
Ci mancherebbe! Ma l’ultimo pallino del signor Ciani, con uno slancio di originalità, è rappresentato dalla lotta alla casta dei politici. La cosa, se presa sul serio, sarebbe degna di un’interpretazione freudiana, perché questa scelta ideale in realtà cela un conflitto interiore con se stesso, con la propria essenza, perché il vestito di appartenente alla casta calza a pennello su chi, come lui, può annoverare tre legislature in regione, di cui una financo da assessore, oltre ad avere sulla schiena un’indagine per truffa aggravata che dovrebbe far scattare gli anatemi dei nuovi amichetti del Fatto Quotidiano, giornale per cui collabora l’ex direttore del Secolo e finiana DOC Flavia Perina. Manca poco alla fine della legislatura e le possibilità che venga meno in futuro la brillante presenza del signor Ciani, ahimè, è tutt’altro che insignificante, viste le percentuali da bosone che vengono accreditate al partitino di Fini. Ma noi non disperiamo: tutto é possibile, anche che chi in nome dell’anticasta venga eletto per la quarta volta in Regione. Per le alternative in caso di insuccesso rivolgersi a Balotelli, che siamo certi un suggerimento adeguato al signor Ciani sarà certamente in grado di offrirlo…

LE MILLE AVVENTURE DI PAOLO CIANI,
ecco qualche link:

Ciani vs Balotelli parte prima (nei campi di patate)

Ciani vs Balotelli parte seconda (epilogo)

il GAY PRIDE del FLI

Ciani Pidiellino …. con coerenza

Ciani Torquemada contro i GAY 

Ciani sotto inchiesta della magistratura

Ciani lo statista incompreso

Ciani e l’affondamento del FLI

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