Trieste, Fronte del Porto: i tre tenori cantano a vuoto? Il parere della Commissione sui punti franchi “giuridicamente non vale un tubo”.

E’ spettacolare alle volte, di fronte alle situazioni ataviche che occupano il palcoscenico del dibattito politico triestino, che spuntino facce, nomi e cognomi come se si trattasse di marziani planati da Alpha centauri e non invece di esponenti partitici che occupano la scena da un quarto di secolo. La vicenda del parere favorevole della Commissione parlamentare per lo spostamento dei punti franchi è stata l’ennesima conferma di questo schema. Eccoli infatti tutti insieme attorno al sindaco, il tre tenori: gli onorevoli Rosato, Menia e Antonione a ruggire attorno al problema del Porto Vecchio e al suo riutilizzo. Pelle d’oca per la storica e originale dichiarazione, ma stiamo parlando di una situazione che non trova sblocco da quasi 50 anni, non da oggi. Certo, a tutti componenti del terzetto va di lusso politicamente sparare contro chi amministra lo scalo, meglio ancora se la sponda mediatica é garantita dal clima non proprio di concordia che si è instaurato fra la stampa triestina e i vertici del Porto. Però la domanda sorge spontanea: gli onorevoli Antonione (in politica dal 1988, già presidente della Regione e per 11 anni a Roma come senatore e parlamentare, oltre che sottosegretario di Stato e candidato sindaco trombato), Rosato (in politica dai primissimi anni 90′, già presidente del Consiglio comunale, candidato presidente della provincia e candidato sindaco, consigliere regionale, sottosegretario di Stato e onorevole da due legislature) e Menia (onorevole dal 1994 e giá sottosegretario di Stato) nella loro lunga ed importante esperienza come mai non hanno trovato in precedenza le ragioni e gli stimoli per operare in maniera concreta sul tema in questione? Dov’erano? Erano impegnati nella loro professione, oppure sono stati per buoni tratti in posizioni di governo tali da poter incidere sulle cose di questa nostra città? E per concludere in bellezza, tornando sulla “storica decisione della Commissione Esteri” riportiamo parte di quanto pubblicato dal Piccolo in un editoriale uscito domenica e mai smentito nella sostanza dei contenuti: “Diciamocelo senza giri di parole: il parere della Commissione esteri della Camera, che dovrebbe rappresentare il presunto via libera dello Stato alla spostabilità del Punto Franco del Porto vecchio non vale un tubo, è acqua fresca. Atto di mera simbologia politica che non ha alcun valore nella gerarchia del diritto…”. I tre tenori hanno forse cantato a vuoto?

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