Paradiso Slovenia. Una piccolezza: non ci sono soldi per le pensioni.

Ci hanno spesso fatto una testa così con il fatto che la Slovenia, a noi geograficamente prossima, era una specie di Bengodi, un proiettile economico sparato a mille all’ora e capace di superarci in ogni campo dello scibile umano. Da barzelletta la rivalità con Capodistria dipinta come nuova Dubai, con il corredo di alcuni rendering da fantascienza presentati dal simpatico Sindaco Popovic. Per non parlare del fiume di aziende, mai censite per la verità, che avrebbero lasciato l’Italia per spostarsi nella vicina repubblica. Spesso leggende messe in giro per far notizia più che per coerenza alla realtà. Adesso, fra le pieghe dei giornali, negli spazi da lente d’ingrandimento, emerge un’altra realtà: quella della ricreazione che è finita, anche per loro, la presunta piccola Svizzera dell’est. La notizia è una di quelle che in Italia basterebbe per scatenare una rivoluzione: sono finiti gli Euro per le pensioni dei lavori usuranti e 44mila lavoratori rischiano di fare la fame dopo essersi fatti nella loro vita un mazzo come una capanna. I numeri non sono proprio da poco, basti pensare che proporzionalmente è come se in Italia rimanessero al palo senza pensione circa 5 milioni di lavoratori. Molti di più degli esodati di cui si è tanto discusso e polemizzato. Intanto, della serie sul Titanic le musiche e le danze non si spengono mai, ieri sera è andata in scena l’inaugurazione del restayling del Casinò di Portorose, ma i tempi delle vacche grasse, quelli degli italiani che portavano le lire attratti dalle roulette e dalla trasgressioni dell’indotto, sono ormai finiti. Konec.

Annunci

I commenti sono chiusi.