C’è chi dice no: il soprintendente caccia da Miramare la Serracchiani che voleva fare campagna elettorale nel parco del castello di Trieste.

Aveva scambiato il castello di Miramare per la sede del Pd triestino, ma il soprintendente, vero uomo delle istituzioni, le ha indicato la porta d’uscita. “Qui non si fa campagna elettorale”. Senza scomodare la categoria degli eroi, bisogna riconoscere al dottor Caburlotto coerenza (ha bastonato anche a destra ai tempi della giunta Dipiazza) e attributi, perché mettersi di traverso all’europarlamentare (piuttosto assenteista) candidata alla guida della Regione, e sostenuta dai poteri forti dell’editoria nazionale, non è cosa da poco. Una lezione di autorevolezza che non può che essere apprezzata quella del funzionario dello Stato, mentre dall’altra parte una bella lezione di vita a chi pensava con arroganza di fare, sull’onda degli appoggi mediatici di cui dispone, propaganda sulla pelle di coloro i quali lavorano ogni giorno per mantenere con poche risorse il decoro in uno dei posti più suggestivi d’Italia.

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(per ulteriori approfondimenti vedi anche il Piccolo di Trieste del 29 agosto)

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