Trieste torna grande. Ok dal Sindaco per diventare un condotto fognario di SCORIE NUCLEARI provenienti da Capodistria.

 

Nella strategia di chi guida le sorti di questa nostra città l’ambiente, e le problematiche ad esso legate, è vissuto con una sorta di strabismo fra quello che viene annunciato e quello che poi viene effettivamente messo in atto. Pirotecnica è ad esempio la posizione assunta dal Comune sul passaggio e successivo imbarco di scorie nucleari che dovrebbe avvenire a Trieste nel mese di novembre. Nota bene, merce in buona parte proveniente da Capodistria dove, pur essendoci notoriamente un Porto, di fare di scalo per le schifezze altrui non se ne parla neanche. D’altronde che problema c’è, quando abbiamo Trieste a due passi? Così si saranno detti i delegati dell’incontro diplomatico avvenuto a suo tempo fra Monti e Obama, grazie al quale la nostra città si troverà al centro di questo delicato passaggio di materiale radioattivo. Ma se la Regione, attraverso l’assessore all’ambiente, ha detto di voler vederci chiaro e di non essere disponibile a dare un parere positivo, il Sindaco si è prontamente azzerbinato alla richiesta pervenuta da Roma. Una richiesta che non prevede compensazioni e attenzioni per il nostro territorio, mentre – nota bene – il Governo ha appena annunciato di non aver intenzione di investire un Euro nella riconversione della Ferriera. Così, giusto per dirne una. Ci sarebbe poi da far notare come dalle parti del Municipio, se da un lato si guarda con manifesta negatività a nuovi insediamenti produttivi come il rigassificatore, (che realizzato – rispettando i criteri di sicurezza, naturalmente – porterebbe nel nulla attuale ad un minimo di rilancio occupazionale ed economico), mentre dall’altra parte un passaggio di scorie nucleari scaricate da Capodistria viene subito senza neanche chiedersi il perché per un giorno si diventa il condotto fognario atomico degli accordi fra Monti e Obama e senza ricavarne alcun beneficio !

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