Strabismi cosoliniani: Renzi deve terminare il mandato da sindaco, mentre la Serrakkiani, oltre ad essere assenteista, può lasciare Bruxelles prima della fine del mandato.

 Onore al signor Sindaco. Nella rissa interna al Pd, generata dalle ambizioni del Gianburrasca Renzi, Cosolini si distingue dai tignosi vertici del partito e chiede tolleranza per il giovane e scalpitante sindaco di Firenze. Un unico appunto il nostro primo cittadino muove nei confronti dell’ex concorrente della Ruota della Fortuna (link al video): che adempia fino in fondo al suo impegno con i suoi elettori come sindaco del capoluogo toscano. Parole sante: le promesse vanno sempre mantenute, così come i doveri che le cariche pubbliche impongono agli amministratori. Peccato però che uguale severità il Sindaco Cosolini non l’abbia riservata ad altri personaggi del suo partito. Pensiamo ad esempio alla Serrakkiani e al suo impegnuccio da 20mila la mese onorato neanche tanto (vedi statistiche presenze a Bruxelles), ma soprattutto interrotto per la campagna elettorale e per la futura elezione, in quanto anche in caso di sconfitta avrà il suo seggio da consigliere in piazza Oberdan. A parte il fatto di essere schierato contro la Nomenklatura del partito, vi sono altre differenze fra Renzi e la Serrakkiani che giustificano questa disparità di trattamento da parte di Cosolini? Perché risulta singolare richiedere disciplina al solo Renzi, mentre alla Serrakkiani viene permesso di fare quello che gli pare, comprese le marachelle delle tante assenze a Bruxelles nonostante sia pagata 20 mila al mese.

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