Il caso dei “contributi ai parenti” in RegioneFVG: Codega (PD), che sollevò “il problema”, tiene famiglia: il figlio è vicepresidente dell’Acli. Comica finale riservata alla Serrakkiani.

Gian Antonio Stella (giornalista del Corriere della Sera ed autore del libro La Casta), nello scatto adrenalico di aver scovato una presunta parentopoli in Friuli Venezia Giulia, distrattamente ha evitato nel suo scoop (ha ripreso un articolo del Piccolo del giorno prima) di approfondire un minimo su quello che è stato l’iter di approvazione del noto provvedimento ridenominato “contributi ai parenti”. L’avesse fatto avrebbe scoperto che i “cattivi” non stavano solo da una parte, ma che anzi l’ispiratore della modifica alla legge proveniva proprio dall’opposizione di centrosinistra. E’ stato infatti il consigliere regionale triestino del Pd Franco Codega a sollevare “il problema” in Commissione. Di questo però le cronache non ne hanno parlato. Così come nessuno ha notato il fatto che, proprio a proposito di associazioni e parenti, vi è una curiosa omonimia di cognomi che coinvolge il suddetto consigliere Franco Codega, visto che Codega (Luca di nome) si chiama anche il vicepresidente dell’Acli provinciale. D’altronde non potrebbe essere diversamente, dal momento che i due sono rispettivamente padre e figlio. Quindi ricapitoliamo: i giornali gridano allo scandalo per una modifica alla legge regionale che consentirebbe alle associazioni culturali e no profit di percepire contributi dalla Regione anche se all’interno dei loro organi di amministrazione ci sono dei parenti dei consiglieri. Bene, ma perché allora nessuno ha parlato delle genesi di questo provvedimento, di chi l’ha auspicato e delle interessanti coincidenze che emergono?
Infine la nota comica ce la regala, come spesso ultimamente accade, la Serrakkiani, nell’ambito della sua bulimia comunicativa: per far capire di che pasta è fatta, infatti, ignorando o omettendo le responsabilità palesi del Pd, è riuscita a commentare così i fatti in questione: “questo provvedimento è tipico di una Regione che mette le mani dappertutto, all’avanguardia nelle leggine notturne”. Sì, grazie soprattutto al partito che lei rappresenta. Forse a sua insaputa.

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