“Casa Bandello” : un’Altra campagna elettorale.

Il suo popolo, accomodato nella saletta adeguatamente sotto-dimensionata del Savoia, lo ha proclamato ed egli non ha potuto sottrarsi all’investitura. E così Franco Bandelli, dopo aver contribuito a far vincere la sinistra l’anno scorso alle comunali di Trieste, nel 2013 ci riproverà, solo che questa volta correrà addirittura da candidato alla presidenza della Regione. Dopo un anno di dura opposizione in Consiglio comunale alla giunta Cosolini (tanto dura che l’altro ieri è risultato assente alla votazione sulla fusione rossa di AcegasAps con Hera) l’ex patron della Bavisela torna in pista. Naturalmente ci sono un programma e un simbolo. Su quest’ultimo appaiono le stelle, quattro, il che in epoca di grillismo lascia maliziosamente supporre a qualche sardonico riferimento al logo usato dal comico genovese. Ma è sui contenuti del programma che il candidato e le sua lista offrono agli elettori una prospettiva concreta e vincente. Innanzitutto “Basta con questo liberismo sfrenato”, ha tuonato dal palchetto del Savoia l’ex assessore della giunta Dipiazza, mettendo così in fibrillazione Goldman Sachs e la Borsa di Tokyo. Ma ce n’è per tutti e anche sul comparto energetico il progetto è chiaro: niente rigassificatore, niente elettrodotto, e via alle rinnovabili, con le quali “rinnovabili”, una volta specificato quali esse siano, poi bisognerà andare dalle industrie a spiegare come faranno ad approvvigionarsi di energia a costi più ridotti di quelli attuali. Ma infondo la campagna elettorale è fatta soprattutto di parole e dietro alle parole c’è l’uomo, con le sue passioni, il suo cuore e il suo coraggio e a tal proposito vale la pena ricordare quello che diceva il neocandidato governatore Bandelli al Piccolo nel 2009: “Il mio Sindaco (Dipiazza, ndr), affetti familiari esclusi, è la persona a cui voglio più bene in assoluto“. Poi finì a pesci in faccia. Parole, appunto.

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