Regionali 2013: La CGIL stronca la riesumazione di ILLY. Salviamo la Serracchiani.

Lo avevamo detto che per Riccardo Illy il mondo non era più quello di cinque anni fa. Che il suo recente annuncio da “io sono io e voi non siete un cazzo” non avrebbe fatto breccia in un PD ben intenzionato a non essere ostaggio delle bizzarie dell’ex presidente della Regione. Non è stata infatti ancora smaltita la bile fra i dirigenti del centrosinistra per la scelta dell’election day del 2008, quando l’allora governatore credendosi Obama intese sfidare indicendo le elezioni regionali nello stesso giorno di quelle politiche, l’invincibile (ai tempi) Cavaliere. Naturalmente finì asfaltato e Tondo gli prese il posto in maniera talmente traumatica che sparì letteralmente dalla scena senza neanche fare uno straccio di dichiarazione, dimostrando così perlomeno di non essere un tipo sportivo. Adesso, riabilitato dall’assoluzione (in appello) della Corte dei conti, ha rimesso la faccia fuori di casa per dire alla Stampa di Torino che “è a disposizione” per tornare il politica, solo se glielo chiedono, strisciando possibilmente. Solo che questa volta, a parte qualche vecchio ordegno che spera di riciclarsi, non si inginocchia più nessuno: non il Pd che almeno ufficialmente difende la Serrakkiani, non la sinistra che non ha gradito il modaiolo sostegno a Renzi e non il sindacato. In particolare quella CGIL che in passato aveva pur appoggiato Illy nelle sue corse elettorali. Questa volta invece il segretario Belci non ha usato mezzi termini e sul Gazzettino di ieri ha così affossato la riesumazione di Illy. “Dichiarazioni quelle di Illy incomprensibili e un po’ pretestuose. Un elemento di disturbo”. E meno male che sono anche parenti…

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