Serracchiani, matrimonio per due: vorrebbe governare il Fvg, ma non è capace neanche di scegliere fra il kompagno Bersani e Cayman Renzi.

Lei si è posta l’obiettivo di governare la nostra Regione. In democrazia vale tutto e ci può stare. Lei, se vince, dovrà decidere. Dovrà avere il coraggio delle scelte: che significa o bianco e nero, gli spazi grigi – di questi tempi – sono strade che non risolvono nulla. Ma se l’esempio è il suo atteggiamento nella guerra nucleare in corso nel Pd, campa cavallo! Debora Serracchiani nel Vietnam delle primarie manifesta il classico braccino, e così invece di avere il carattere e la personalità di esternare la propria opinione, preferisce rifugiarsi dietro un patetico “io non sto con nessuno dei due”: né con Bersani né con Renzi. Eppure sono due mondi opposti  che si combattono, non sfumature di rosso: uno si porta dietro il carrozzone antimontiano di Vendola, l’altro i finanziatori delle isole Cayman. Non dichiarare ai propri elettori da che parte si sta è una scelta pilatesca, che denota una furbizia dal fiato corto, perché un domani, quando bisognerà decidere non fra Renzi e Bersani, ma fra l’industria che chiede energia (rigassificatore, elettrodotto) e il movimentismo che si oppone, la strategia del “sì, ma anche” porterà solo da una parte: al nulla.

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