Allo stadio di Livorno la curva intona cori sulle foibe. Ma le denunce le prendono solo gli altri.

i tifosi del Livorno con striscione Tito

In questi giorni si è gridato allo scandalo, giustamente, perché nel corso della partita Livorno Verona qualche tifoso scaligero si è lasciato andare ad un vergognoso coro che riguardava Morosini, il calciatore morto per un arresto cardiaco in campo lo scorso marzo. Condanna più che motivata da parte della pubblica opinione e probabili conseguenze sul piano giudiziario. Sempre nella stessa partita, però, poco prima dell’inizio i tifosi labronici, la cui curva è indirizzata su posizioni staliniste (chiamate uno psichiatra, o un esorcista a seconda dei casi), si sono lasciati andare – come potete sentire nel filmato (link sotto) – ad un poco simpatico coro sulle foibe, intese non in quanto cavità carsiche, ma come luogo di morte, con un evidente sfregio alla memoria di coloro i quali vi trovarono la morte. La cosa sorprendente è che, nonostante questi cori siano palesemente offensivi di un dolore e di una sofferenza che ha coinvolto decine di migliaia di italiani, nessuno ha mosso foglia: né la stampa, né la giustizia sportiva e neanche quella ordinaria. Per la cronaca il sindaco di Verona si è scusato per le offese a Morosini e il Comune si è costituito parte civile, il primo cittadino di Livorno invece sulle foibe N.P. (non pervenuto). Sinceramente, ci saremmo stupiti del contrario.

—- qui sotto il video dei cori —-
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