Dopo l’invito a riaprire le foibe la curva del Livorno se la prende persino con il militare caduto in Afghanistan.

Li avevamo lasciati una settimana fa che infangavano la memoria delle vittime delle foibe (link a fine articolo). Impuniti naturalmente da una giustizia sportiva che aveva visto di grave solo due petardi ed uno striscione. Siamo in Italia e a certe aree viene garantita tolleranza e comprensione. Adesso la curva del Livorno, che vive in una realtà spazio temporale collocata nello stalinismo, ha perseguito nella sua inarrestabile corsa verso le forme più estreme di vilipendio. Venerdì scorso, al momento del minuto di silenzio dedicato al nostro militare caduto in Afghanistan, Tiziano Chierotti, un giovane di 24 anni, hanno ritenuto di girarsi e mostrare la schiena. Diciamo la schiena. Una mancanza di rispetto la cui gravità, anzi, la cui odiosità, la rende ingiustificabile e imporrebbe delle scuse, tipo dal sindaco di Livorno ad esempio, che stigmatizza i comportamenti delle tifoserie altrui senza vedere la trave che si trova in casa propria. A lui Roberto Cosolini (sindaco di Trieste), appartenente allo stesso partito, farebbe un’opera umanitaria inviando un paio di libri di storia: leggendoli il primo cittadino labronico scoprirebbe che le foibe non sono solo delle cavità carsiche e che il kompagno Stalin perseguitò e uccise due milioni di persone nei gulag siberiani.

clicca qui per il link all’articolo e al video relativo ai cori inneggianti a Tito e alle Foibe dei tifosi del Livorno

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