Candidature e poltrone da salvare: Menia FLI emigra in Sicilia, Antonione ai giardinetti ed a Rosato piace vincere facile.

menia in sicilia

Quasi quarant’anni in tre: questa la cifra del tempo che gli onorevoli Menia, Antonione e Rosato hanno trascorso sugli scranni del Parlamento italiano. I tre, ricordiamo, sono assurti ultimamente alle cronache per il tentativo, più mediatico che concreto, di modificare lo status del Porto Vecchio di Trieste. Nonostante la lunga esperienza politica del terzetto il suddetto tentativo in aula si è dissolto in quel nulla in cui di solito finiscono quei progetti fondati più sui strombazzamenti pubblicati sulle pagine dei giornali, che sull’effettiva capacità di portarli a termine. Ora però, fra due mesi, c’è l’appuntamento con gli elettori e i tre saranno chiamati a confrontarsi con il consenso popolare, cosa diversa dalla visibilità garantita dal remare contro a quello che è stato il proprio partito. Per il dottor Antonione, in alternativa allo studio dentistico, la strada dei giardinetti – dotati però di un campo da tennis – appare la via futura più naturale, visto che l’entrata nel contenitore dei fighetti di Montezemolo sembra preclusa dalla sua lunga anzianità di servizio presso il Cavaliere. Dorme sonni tranquilli invece Ettore Rosato: le primarie del Pd per le candidature alle politiche assomigliano alla pubblicità del “Ti piace vincere facile”, nel senso che dopo la ritirata strategica di Francesco Russo a contrastare la riconferma all’onorevole Rosato rimangono dei carneadi privi del sostegno dell’apparato. E Menia? Con il Fli ridotto a percentuali inferiori alla Destra di Storace la rielezione alla Camera – ad essere ottimisti – appare un’utopia. Per questo, smentiti subito i rumors di un avvicinamento del finiano triestino al nuovo soggetto politico FratelliD’Italia-Centrodestranazionale (“è pura fantascienza l’interesse per Menia che non si smentisce mai nel suo inspiegabile impotente livore”, queste le parole lapidarie di Ignazio LaRussa) da diversi giorni circola negli ambienti vicini al partitino di Fini una voce che vorrebbe l’onorevole triestino incline a emigrare verso territori più fecondi dal punto di vista dei voti alla lista futurista: quella Sicilia dove Fli e Udc sommati, statistiche alla mano, sembra offrire approdi più incoraggianti. Se così fosse si tratterebbe di una svolta storica, dopo 18 anni di legame elettorale con Trieste: una città in cui il consenso dell’onorevole sarebbe ridotto allo zero virgola dopo le sue giravolte politiche futuriste. D’altronde per uno che rappresenta la dirigenza del partito di Fini, l’onta di una debacle è un rischio che è meglio non correre e quindi va da sé il cambio di latitudine e la corsa sul carro siciliano. In questo caso, elettori siculi permettendo, i giardinetti possono attendere…  Tanti Auguri e buona fortuna!

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