Illy arrogance: prima contesta Monti per la tassa sulla barca, adesso lo incorona salvatore della Patria.

illy arrogance

E’ intervenuto per sputare nel piatto dove ha mangiato per tutta la sua carriera politica (il centrosinistra) e di rimbalzo per sostenere quel Monti da lui stesso contestato solo qualche mese fa [link articolo del piccolo].
All’epoca infatti all’introverso ex presidente della Regione erano girati i maroni a elica per la nuova tassa sulla barca, dichiarando di essere costretto – della serie questi sono i problemi della vita – a venderla. [link a Il Giornale]
Signori, nessuna sorpresa, questo è Riccardo Illy: snobbato dal centrosinistra dopo la sua neanche tanto celata intenzione di risalire in campo a seguito dall’assoluzione della Corte dei Conti [link a LaStampa] e adesso pronto a vendicarsi individuando come salvatore della Patria l’ex Preside della Bocconi (Sior Monty). A dire il vero il nostro, in politica dal 1993 al 2008, annus horribilis della batosta elettorale contro Tondo, prima di Monti aveva avuto un’infatuazione per Cayman Renzi, affrontata con lo snobismo di chi poi non si sporca certo le mani per andare a votare le primarie. Nell’ultima intervista rilasciata al Mattino di Napoli, e riportata a posteriori dalla stampa locale, Monti ha sostituito nei desideri politici di Illy il Sindaco di Firenze quale uomo della salvezza. Ne prendiamo atto, e ce ne faremo tutti una ragione, soprattutto deve farsela quella sinistra che l’ex sindaco di Trieste definisce come una palla al piede del Pd. Per la cronaca trattasi della stessa palla al piede che lui si è portato dietro con nonchalance nello sciagurato quinquennio (guardare l’aumento della spesa pubblica del Friuli Venezia Giulia in quegli anni, please) della sua carriera di governatore. Altri tempi, adesso Monti più che salvatore della Patria pare assolvere un altro compito di assai meno nobile slancio: quello di salvatore di carriere politiche di lungo corso.

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