#pontecorto Trieste. Prego, leggere la supercazzola dell’assessore dandy Andrea “goodnight” Dapretto : verifiche su ordigni bellici in canale!

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Segnalando che la figura di guano fatta dal Comune di Trieste sul ponte troppo corto oggi è arrivata alle cronache nazionali (tgcom 24, Panorama) sullo slancio del goliardico tentativo di riavvicinare le rive, ci permettiamo di disturbare il clima gioioso da ricreazione per fare una domanda, tanto ovvia che nessuno l’ha ancora posta: ma adesso, nel caso venisse constatato l’errore, chi è che paga? Comprendiamo bene il disagio dei responsabili politici alloggianti nel palazzo municipale: in questo caso, infatti, sarebbe ben dura sostenere ad un uditorio dotato di intelligenza media che la colpa è dell’amministrazione precedente. Quindi va da sé che, non potendo scaricare, il fuggi fuggi di responsabilità è palese, anche perché al momento diciamo che non è che in giro ci sia una corsa affannata per individuare le colpe, visto che sono passati ormai tre giorni e non sappiamo neanche chi ha firmato il progetto costato più di 300mila Euro.
Nell’attesa che le cronache della stampa mettano a disposizione del popolo le informazioni del caso, ci siamo permessi di mettere in scherzosa evidenza nella nostra vignetta il responsabile dei Lavori pubblici e il Primo cittadino che gli ha conferito la delega nove mesi fa. Dell’ assessore dandy Dapretto riportiamo questa originale dichiarazione apparsa sul Piccolo a commento della vicenda: ” Ci tengo a sottolineare che non esistono né emergenze, né tantomeno problemi per quel che riguarda le progettazione e la realizzazione della passerella (infatti è tutto a posto, a parte mezza Italia che ci sta prendendo per il culo, ndr). Certamente quando si ha a che fare con un qualsiasi tipo di opere edili è fisiologico che vi siano delle discrepanze nella trasposizione del disegno sulla carta (300mila euro di costo, ndr) al progetto finale, ed è altresì normale che si debba mettere in preventivo un cosiddetto grado di tolleranza (quella dei cittadini ?). Forse si pensava (chi?) ad un lavoro più semplice – prosegue l’assessore interior designer -. In ogni caso l’asimmetria della banchine era un fatto conosciuto e previsto (?!). Adesso si tratta solo (!) di adeguare i masegni alle estremità della passerella”. E i ritardi? “I ritardi ci sono, ma dipendono da altri fattori, a partire dalle verifiche degli ordigni bellici (azz siamo in guerra e non ce ne siamo accorti), fino alle condizioni atmosferiche che, a causa delle temperature troppo basse (siamo a gennaio, cosa ci si aspettava Marocco a primavera?) non consentono di procedere con la pavimentazione del ponte per difficoltà di aderenza delle colle. A febbraio (senza prudentemente specificare l’anno) comunque inaugureremo la passerella”. Goodnight!

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