Happy family. Russo, segretario del Pd, cognato a sua insaputa del nuovo consulente del Comune di Trieste per la Ferriera.

happy family

«La figura individuata insieme a tutte le forze politiche della maggioranza (particolare poi negato dagli altri partiti del centrosinistra, ndr) non ha e non avrà nessun compito legato alle tematiche ambientali ma è stata scelta, anche dopo avere verificato il gradimento di numerose realtà economiche, sociali e sindacali, in quanto considerata la più qualificata per portare a Trieste quegli investimenti imprenditoriali che la città non ha saputo attrarre negli ultimi decenni».
Queste le accorate parole del segretario del Pd triestino Francesco Russo (e futuro senatore della Repubblica) di qualche giorno fa a sostegno della scelta dell’amministrazione comunale – retta dal Partito democratico – di aver sottoscritto un contratto di consulenza con l’ex direttore della Ferriera Francesco Rosato. (quasi 48 mila euro di consulenza per sei mesi).  Piccolo dettaglio, fatto emergere oggi dal Piccolo, il consulente in questione è il cognato dello stesso Russo, circostanza omessa nell’arringa del segretario pubblicata dal giornale due giorni fa. Ad essere sinceri in verità, vista l’omonimia, più di qualcuno si è sempre chiesto in passato  se ci fosse una parentela fra il professionista in questione e l’onorevole Rosato, anch’egli del Pd. Invece, per molti a sorpresa, stamani è apparsa la notizia del legame familiare che lega il prossimo senatore Russo e l’ingegnere già ai vertici dello stabilimento di Servola. Agli atti anche un’altra dichiarazione del segretario cittadino del Pd, attraverso la quale nega di esser stato informato del rapporto di collaborazione tra l’Amministrazione e il cognato, “É stata una decisione presa dal sindaco di cui non ero assolutamente a conoscenza”. Ora ci sarebbe poco da scherzare, perché la Ferriera è una questione molto seria essendoci in ballo migliaia di posti di lavoro. Per questo auspichiamo che chi è stato chiamato ad operare faccia bene il suo lavoro e consegua gli obiettivi prefissati, ricordando a tutti però che, oltre alla serietà, ci vorrebbe anche la trasparenza nelle scelte e nei rapporti, cosa che nella fattispecie non pare essere brillata.

link all’articolo del Piccolo

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