Lo strazio dello sport: Trieste (se va bene) diventa una colonia.

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Giusto per intenderci, non tantissimo tempo fa la Triestina batteva il Palermo e nel basket Venezia risultava fuori dal professionismo. Oggi tutto ciò appare un reperto geologico: in quasi due anni infatti lo strazio della situazione di calcio e pallacanestro, come massime espressioni sportive della nostra città, ha sepolto ogni entusiasmo e ha aperto le porte ai colonizzatori, che non sono Milano o Roma, ma due realtà provinciali non di vertice che si apprestano ad inglobare le reciproche società triestine, sul cui stato di salute il rigor mortis ci sembra l’espressione più appropriata.
Da tempo l’assessore comunale competente in materia sembra aver gettato la spugna ed abdicato al suo ruolo: forse, troppo preso dal declino della sua momentanea forza politica (Italia dei valori), egli è risultato essere assente sia nelle avance pre elettorali di Zamparini alla Triestina, che nella (sotto)missione a Venezia del basket. Andassero in porto le due operazioni significherebbe avere la certezza che la dimensione agonistica della città dovrà sempre sottostare a quelle di Palermo nel calcio e della Serenissima nella pallacanestro. Nel primo caso, visto l’abisso esistente (fra la serie B, a cui la squadra di Zamparini sembra destinata, e l’Eccellenza ci sono tre categorie di mezzo), il danno sarebbe ancora accettabile, ma nel basket significherebbe autolimitarsi alla Lega due, visto che non sarebbe possibile disputare la serie A1 contro i soci veneziani. Insomma, se da un lato le due colonizzazioni sarebbero una flebo che tiene in vita Triestina e Acegas al limite dell’accadimento terapeutico, dall’altro alle prospettive di rilancio ai vertici taglierebbe le palle, che per inciso ai tifosi di calcio e basket risulterebbero essere già cadute.

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