LA CULTURA A TRIESTE DIVENTA UN RING: BOXE TAILANDESE FRA IL SINDACO E LO SCRITTORE COVACICH.

covacich cosolini

Lo ammettiamo, senza problemi: è un attimo di vita per assistere al quale il biglietto non avrebbe avuto prezzo. Altro che Master Card. Immaginatevi la scena: da una parte il signor Sindaco, che si alza dal tavolo incazzato e quindi in ritirata per cercare di sbollire la propria rabbia. Dall’altra un intellettuale di una certa fama come Mauro Covacich, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, anch’egli incazzato come un puma, che rincorre Cosolini inveendo contro quest’ultimo al punto che – come rileva il Sindaco al Piccolo – “in situazioni normali i commessi chiamerebbero la Polizia locale”. 

Insulti e urla, questo il titolo dello psicodramma la cui cifra è ben rappresentata dalle due paginate di botta e risposta pubblicate dal quotidiano locale domenica e lunedì e confinate, fino ad oggi, nel recinto dedicato alla cultura. In sintesi i fatti. Anzi l’antefatto: Covacich, appena vinte le elezioni dal centrosinistra, sentendo aria di primavera presenta al sindaco un progetto culturale. Ricevuto una specie di assenso ufficioso lo scrittore si mette in moto e tira su un Ambaradan intitolato “Metacarso”. Trattasi di una rassegna estiva, fatta di di danzatori, fisici, immunologi, premi nobel e concerti di musica classica. In tutto 20 serate, a beneficio dei turisti e degli autoctoni rimasti in città. Per alcuni militanti potrebbe essere la rivincita della sinistra impegnata sulla destra tutta canzonette, miss e cabaret. A questo punto però qualcosa nella gioiosa macchina da guerra si inceppa. A qualcuno parte il neurone e le cose vanno in vacca. Le promesse si dissolvono, non c’è spazio per i compromessi e partono le accuse. Si passa dal civile confronto alla boxe tailandese. Qualche colpo viene inferto anche sotto la cintura. Uno su tutti, il richiamo di Covacich, cinicamente spietato, al mitico Ponte sul canale, vero nervo scoperto dell’umore del Primo cittadino. Ponte i cui lavori, a onor del vero, avrebbero dovuto esser finiti da un pezzo e non aggiungiamo altro visto che sull’argomento abbiamo già dato….

C’è da dire che proprio sulla cultura in campagna elettorale il centrosinistra aveva promesso una svolta. E invece proprio sulle politiche culturali la giunta Cosolini sta firmando una delle pagine più grigie degli ultimi vent’anni: mancanza di un indirizzo politico (il posto di assessore è vacante da quasi un anno), una consulenza esterna contestata persino dall’interno (i 36mila a nonno Miracco) e adesso la zuffa mediatica con uno degli esponenti più autorevoli della letteratura contemporanea italiana. Un vuoto che si riflette per altro su tutto il resto: la crisi economica, gli andamenti demografici da spopolamento, l’estinzione dello sport di categoria. Meno male che avremo un bellissimo ponte. 🙂

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