Ex Yugoslavia: struttura per bambini sopra 214 cadaveri giustiziati da Tito.

20130306-114934.jpgI fatti. Siamo nel 1945, le truppe guidate da Tito avanzano verso Trieste incalzando i militari tedeschi e croati in ritirata. Più di duecento di questi soldati, temendo – giustamente – un trattamento non proprio in linea con le Convenzioni di Ginevra da parte delle forze titine decidono di chiedere protezione agli alleati.
Il falso storico : Le cose non vanno per il verso giusto e nel maggio 1945, duecentoquattordici militari tedeschi e croati vengono lasciati nelle mani dei partigiani yugoslavi i quali, secondo le false cronache storiche, sulle quali solo oggi si è fatta chiarezza, avrebbero trasportato i prigionieri via mare verso i campi di lavoro di Curzola.
Ebbene questo è quello che tutti volevano farci credere. Solo oggi è emersa invece la cruda e crudele verità: quella nave infatti non giunse mai a destinazione, si fermò sull’Isola di Licignana (Jakljan) dove tutti i 214 prigionieri di guerra vennero giustiziati (senza processo) con colpi di pistola alla nuca nell’arco di una sola notte. “ gli isolani – scrive oggi (6marzo) il quotidiano di Trieste Il Piccolo – avevano udito gli spari, le urla di paura ed i gemiti di quegli sventurati “. E ancora : “sapevano in tanti, specie gli anziani, che in quel bellissimo angolo di terra emersa era stata perpetuata una strage, ma nessuno ha voluto raccontare nulla”. (articolo a pag.15 de Il Piccolo)
L’ennesima atrocità nascosta da quell’assordante silenzio servo delle
logiche politiche del primo dopoguerra e di gran parte della prima repubblica. Ma in questo caso “grazie” alla terribile e pericolosa combinazione tra omertà e regime dittatoriale (ex Yugoslavia di Tito) si è riusciti persino ad utilizzare l’innocenza dei bambini per coprire quei misfatti. Alla fine degli anni 70 infatti, proprio sull’isola dove giaceva il cumulo di 214 cadaveri dilaniati e sepolti sotto la sabbia, venne costruita una struttura di accoglienza per bambini.
Oggi, grazie all’associazione Domobrano Croato, i corpi sono stati riesumati e degnamente sepolti.
Oggi, grazie al coraggio di chi vuol far emergere la verità, appare uno nuovo strappo nella coltre di silenzio che ha avvolto i drammi di queste terre e di queste genti per troppo tempo.

( il dipinto originale dal quale abbiamo tratto l’immagine di questo articolo è di SergioGuercio di Susa (TO), maggiori info su IoArte.org )

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