Nipoti delle Stelle: zio Grillo incorona vicepresidente del partito il figlio del fratello.

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“Il Merito”. “La democrazia partecipativa della rete”. “L’Onestà”. “L’Uguaglianza”. Beata retorica nuovista dei bei pensieri e delle buone parole. La retorica dei FIGLI DELLE STELLE ( cinque ), che però si scontra con la realtà dei vecchi sistemi, quelli peraltro già sperimentati con certo successo dall’estinto (politicamente) Antonio DiPietro (IDV): partito politico a dimensione familiare con moglie e figlio a condividere i Valori … immobiliari.
L’irresistibile attrazione del sangue. La stessa a cui non ha saputo resistere nemmeno il vecchio Grillone, gestore unico della setta a cinque stelle, che ha piazzato nello statuto (segreto) del movimento il nipote Enrico (chi?) a vicepresidente. Sarebbe il figlio del fratello, con buona pace del Blog, della Rete e del “siamo tutti uguali difronte alla raccolta differenziata”.
Nello stesso statuto il comico genovese viene

descritto un po’ più di quel megafono che lui stesso ama autodefinirsi. Egli infatti è Presidente ed ha la titolarità assoluta del contrassegno e della pagina del blog. È così, archiviata per un momento la supercazzola dei MeetUp, della rete e dei dibattiti virtuali, ciò che alla fine rimane è che zio e nipote detengono il dominio formale sulla “setta” . Attendendo che si realizzi quanto pragmaticamente predetto dallo stesso Statuto di Grillology ( la convivenza armoniosa tra gli uomini ) annotiamo ancora una volta l’applicazione della famosa Legge Della Maniglia : “ogni partito c’ha la sua famiglia” .

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