Tendenza Serracchiani: cancella Bersani dai poster e va a strisciare dagli ex fedelissimi di Silvio.

serracchiani con tutti

Per vincere si fa di tutto. In politica, poi. C’è chi però in questi mesi ha dato un luminoso esempio di quanto i limiti possano essere superati. Nella fattispecie la protagonista è rimasta impunita dai media regionali, troppo impazienti di vedere il centrosinistra tornare al potere. Debora Serrakkiani,  friulana nata cresciuta e laureata a Roma, più che una candidata alla presidenza della regione sembra un’acrobata. Preoccupata sino ai limiti umani dell’ansia di compiacere sempre e comunque a tutti è riuscita nel non facile compito di sbianchettare i manifesti elettorali, sostituendo il declinante Bersani con il più trendy Matteo Renzi.
Poco importa che con il sindaco di Firenze politicamente sia divisa da una somma multipla di posizioni (non ultima quella relativa all’accordo con il Pdl per il governo del Paese), l’importante infatti è cavalcare l’onda e offrire, non l’immagine reale di sé stessa (vedi foto ritoccate sui poster elettorali), ma quella al momento più conveniente. L’ultimo slancio della candidata del Pd appartenente a questa serie è fresco di giornata. L’ altro ieri, fra quattro gatti a Palmanova, lei, l’interprete malriuscita del nuovismo, ha dovuto piegarsi nel partecipare alla stanca e un po’ patetica omelia di due vecchi arnesi della politica come il friulano Ferruccio Saro e il triestino Roberto Antonione, quest’ultimo fino a ieri berlusconiano fino al midollo, con tanto di partecipazione del Cavaliere al battesimo della figlia. Condannato dalla Corte di conti, asfaltato da Cosolini nella corsa sindaco di Trieste (riuscì a prendere meno voti della coalizione), azzerato dai nuovi corsi della politica, Antonione nell’intento di mantenere la fiammella della visibilità ha inteso appoggiare con la sua neo costituita associazione di pensiero (con tutto il rispetto per quest’ultimo) la Serracchiani e lei, la romana, è corsa ai piedi dell’ex pupillo di Silvio per ricevere la benedizione, anzi il battesimo (vedi vignetta). Una scena poco nobile da qualunque parte la si guardi: da destra c’è il traditore 60enne che, invece di avere il buongusto di andare ai giardinetti, passa dall’altra parte della barricata; da sinistra invece c’è l’orgoglio perduto di chi, disprezzando Berlusconi, non si scompone nell’andare a strisciare ai piedi di un suo ex sottoposto. Ma non poniamo limiti alla spregiudicatezza e per queste ultime due settimane di campagna elettorale attendiamoci da parte della Serracchiani qualche altra performance, magari sublimata dalla stampa, ma alla fine però punita dagli elettori…

Annunci

I commenti sono chiusi.