A Trieste tolgono il cibo bio ai bambini. E tagliare qualche “indispensabile” consulenza esterna ?

foto grande: sindaco Cosolini e assessore Famulari. Foto piccola : Sindaco Cosolini e assessore competente Antonella Grim.

foto grande: sindaco Cosolini e assessore Famulari. Foto piccola : Sindaco Cosolini e assessore competente Antonella Grim.

Via il cibo biologico dalle mense scolastiche con prospettive future ben compattate da un “speriamo che sia una soluzione temporanea” pronunciato a mezzo stampa dall’assessore competente Antonella Grim (PD) del Comune di Trieste. Tralasciando la fine in rima baciata che un detto popolare attribuisce a chi vive sperando, è stata decisamente una sorpresa leggere che una giunta comunale di sinistra, in teoria e a parole sensibile alle tematiche ambientali e solidali, butti al cesso un’esperienza che punta a preservare la salute dei bambini. Nel frattempo, come detto dall’assessore, speriamo. Certo, sono tempi di vacche magre, e i bilanci pubblici devono fare i conti con la crisi. Non c’è dubbio, anche se i soldi per altre destinazioni non sembrano esser mancati: il capitolo consulenze ed incarichi esterni a tal riguardo dà qualche soddisfazione. C’è stato il caso del cognato del senatore Russo del Pd, rinviato a giudizio per danno ambientale, assoldato dal Comune come consulente per la Ferriera con buona pace dei moralizzatori alberganti e – in questo caso dormienti – nel centrosinistra. Poi c’è la nutrita lista di architetti – in qualche modo legati da una sottile linea rossa all’assessore architetto Marchigiani – di cui abbiamo dato ampio conto in passato, e l’esperienza di Franco “nonno” Miracco, consulente invisibile per un anno alla cultura e poi nominato assessore. Tutti indispensabili? Evidentemente sì, più del cibo bio e solidale per i bambini degli asili comunali.

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