Basket a Trieste: l’anticamera del baratro, la colletta dei tifosi.

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Sembra un deja vu, una fotocopia di quanto avvenuto un anno fa sulla sponda del calcio. La proprietà molla, non c’è l’anima di un cristiano disposto a rilevare la gloriosa società e nel momento del collasso la colletta dei tifosi è stato l’unico, per centri aspetti commovente, segno di interesse del territorio per la Triestina. Oggi va in scena il basket: la Pallacanestro Trieste 2004, chiamata così non per la cilindrata ma perché il sodalizio fu in qualche modo recuperato dopo il fallimento da un intervento dell’allora Acegas. Con sacrifici e determinazione la squadra è riuscita a risalire la china fino alla serie A2. Non male per una squadra che l’anno scorso riempi il palazzo dello sport (6mila spettatori) per lo spareggio promozione. Accade però che i soldi non ci sono, dei previsti sponsor locali non c’è stato segno di vita e la proprietà, non facendo riferimento a un investitore ma quasi unicamente alla sponsorizzazione dell’AcagasAps,  è di fatto impotente. Il crinale quindi è ormai stato imboccato e la sensazione è che ci si avvii al punto di non ritorno. La notizia della colletta dei tifosi è il segno che si è arrivati alla canna del gas, nel senso che trattasi di una reazione disperata ad un’assenza di prospettive concrete di investimenti esterni. Trieste quindi dopo aver perso il calcio professionistico adesso si avvia a veder estinto anche il basket. Il signor Declino e la signora Decadenza di impadroniscono così anche dello sport e l’impressione e che non si fermeranno qua.

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