Cane non mangia cane. Con la sinistra al potere le locations della protesta a Trieste si spostano.

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Correva l’anno 2006 e una manifestazione sulla Ferriera fece tappa davanti alla Provincia di Trieste con tanto di coretto irriguardoso nei confronti del presidente di allora (centrodestra). Oggi là davanti non manifesterebbero neanche i liberi pensatori del loto, perché trattasi di un Ente invisibile, oltre che come dichiarato dal sindaco “inutile”, a meno che ad amministrarlo non sia il centrodestra, in tal caso le responsabilità e le colpe per il fatto che la città stia andando a rotoli avrebbero anche nei vertici della Provincia i colpevoli. Correvano sempre quegli anni e non c’era corteo dei sindacati che non trovava il suo degno capolinea davanti al Comune di Trieste a chiamare in causa il sindaco, di centrodestra, responsabile del fatto che non ci sono industrie e c’è poco lavoro e che “bisogna fare il marketing territoriale e non pensare solo ai lavori pubblici”. Oggi, che siamo nel guano peggio di allora, di marketing territoriale non si parla più, in compenso i lavori pubblici languono e i livelli occupazionali sono sensibilmente peggiorati. Barricate sotto il Comune allora. Non proprio: dal 2011 il centrosinistra controlla il Municipio e quindi come per incanto il capro espiatorio negli ultimi due anni si è spostato di qualche metro, sempre in piazza Unità: la Regione. Anche in questo caso niente marketing territoriale ma lo slogan è che “la Regione ignora Trieste ed è la responsabile del declino della città”. Un mantra ipnotico che è finito per entrare nella testa di quei triestini (pochi) che hanno votato alle ultime regionali scegliendo per l’evanescenza mediatica della Serracchiani. Ora, siccome la situazione continua a peggiorare i sindacati hanno organizzato la scorsa settimana una manifestazione (sotto la pioggia) per sensibilizzare sull’allarme dell’occupazione a Trieste. Ma il problema era dove protestare visto che la sinistra governa tutti le istituzioni locali e cane non mangia cane. Ebbene la soluzione l’hanno trovata senza rinunciare a piazza Unità. Sotto il Comune del compagno Cosolini? No. Sotto la Regione dell’ex avvocatessa della Cgil Serracchiani? Non si può! E allora tutti davanti alla Prefettura a farsi ricevere da un funzionario dello Stato e non da un politico ( vedi link a fine articolo ). Cosa non si fa pur di non disturbare gli amici…

clicca per articolo del piccolo sulla protesta sotto la prefettura

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