Archivi del mese: giugno 2013

Turismo di sinistra. Trieste e DuinoAurisina in gara per chi riesce a far peggio.

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A volte abbiamo l’impressione di vivere in una specie di bolla, dove le grida di protesta non trovano espressione vocale e rimangano mute. Trieste sta vivendo questa sindrome pagando sulla propria pelle i costi di un’incuria senza precedenti che si specchia nell’immagine che la città riflette ai turisti. Paolo Rovis (cons.comunale di opposizione – pdl) a cui evidentemente la bolla sta stretta, tenta di rompere il muro e ci consegna con la sua slide, che riportiamo nell’immagine, tre elementi di seria riflessione:
Teatro Romano, diventato ormai più che altro una cloaca romana, adesso c’è persino chi sostiene che la presenza dei rospi è un bene prezioso da conservare. Come l’immondizia e i soppalchi che illustrano lavori invisibili? Svegliateci e diteci che non è vero.
Faro della Vittoria: inaccessibile grazie all’efficiente Provincia, che nella sua sostanziale inutilità è incapace di gestire l’accordo con la Marina militare. Sì ma, tranquilli, stanno lavorando per risolvere, Quest’inverno sarà tutto risolto, intanto i turisti si possono attaccare. Al Faro.
Sentiero Rilke: qua i geni li troviamo dentro il Comune di Duino Aurisina, visto che lo stesso ente ha perso davanti al Tar, e il Principe in questo modo ha riavuto la facoltà di chiudere il sentiero. A nulla sono servite le puntuali osservazioni dell’ex vicesindaco iperattivo Massimo Romita ( ora cons.comunale di opposizione – pdl ): Romita è del centrodestra, quindi le sue parole la sinistra al potere nemmeno le sente. A DuinoAurisina funziona così. Ora il Sindaco Kukanja non avendo nessuno su cui scaricare le proprie responsabilità (Provincia e Regione sono dello stesso colore… rosso) forse si rivolgerà all’Onu ma, visto il successone al Tribunale amministrativo, imbastire una polemica con le Nazioni Unite potrebbe essere deleterio.

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Invasione di PUFFI BLU a Roma, invasione di parcheggi blu a Trieste.

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Smurf Day 2013 , la giornata dei Puffi, i mitici gnomi blu, è stata celebrata il 22 giugno nella capitale con un’invasione di puffi di tutte le dimensioni (vedi foto sopra). Contemporaneamente a Trieste la Giunta di Sinistra che guida la città da più di due anni, ha invece celebrato il BluParkDay2013 presentando in Consiglio Comunale un Piano del Traffico che, oltre a prevedere aumenti delle tariffe dei parcheggi a pagamento già esistenti, proponeva un netto raddoppio del numero di strisce blu sia in centro città, che in periferia. Insomma, litri e litri di vernice blu da riversare sulle strade di Trieste … forse per rimpinguare con i soldi dei parcometri le casse comunali. Per rimanere in tema di Puffi, si potrebbe dire che il perfido Gargamella non sarebbe riuscito a fare di peggio.😬
Tutto questo, come prevedibile, ha generato la protesta di molti cittadini ed una conseguente dura battaglia in Consiglio Comunale: una lotta in cui a dirla tutta il gruppo consiliare che più si è distinto sia per i mezzi utilizzati, che per i risultati ottenuti, è stato quello del PDL.
I detrattori hanno definito senza mezzi termini “una pagliacciata” la dura opposizione dei pidiellini.
Andare in aula in tuta mimetica, partecipare alla trasmissione di approfondimento giornalistico a Telequattro con un vaso di pittura blu, presentare 250 emendamenti e far salire in consiglio comunale i cittadini incazzati con tanto di striscioni saranno anche pagliacciate per qualcuno, ma alla fine tutto questo a qualcosa almeno è servito: il numero di nuovi parcheggi blu è stato infatti ridotto rispetto ai prospettati nuovi 1700 parcheggi a pagamento, soprattutto nelle periferie.
Adesso non resta che attendere per scoprire cosa uscirà alla fine dal consiglio comunale l’ 8 luglio, data in cui verrà messo al voto il piano del traffico, nel frattempo, ci dicono, la battaglia continua. Nel blu dipinto di blu.

Modello Bucarest anche sulla riviera di Barcola (Trieste): bar con le ruote e si sfanculano i permessi.

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Si accorcia sempre di più la strada che separa la periferia della ridente Bucarest alla nostra Trieste. Negli sforzi compiuti dalle amministrazioni locali per rendere la città più ricettiva e offrire agli esercenti dei luminosi esempi di decoro urbano, dopo la tanto discussa MovidaVintage della Stazione Rogers, dopo il bivacco-gipsy davanti a Sant’Antonio (links a fine articolo), segnaliamo quest’ altra splendida roulotte che fa mostra di sé sulla riviera di Barcola. Altezza fontana, per la precisione, in mezzo ai bagnanti. (e non pensate che si sposti, rimane là anche la sera per impreziosire una delle più belle passeggiate lungomare di Trieste).
Già, cari amici ristoratori, proprietari di bar e di negozi, perché scassarsi la minchia con permessi, Soprintendenza e Commissioni Paesaggistiche varie ?
Il modello MovidaVintage stile Bucarest, qua immortalato da un lettore, offre tutte le garanzie di una rapida istallazione per ogni tipo di ampliamento all’esterno del vostro locale ( tendopoli senegalese inclusa ). Un bel taglio anche alle spese per architetti e geometri: con un semplice righello e un quaderno Pigna infatti si può tranquillamente progettare l’allestimento. E’ semplice, basta mettere le ruote ai vostri dehors o al banco mescita esterno, per il quale attendete il permesso da decenni, ed il gioco è fatto ! In tempi di crisi, una vera manna.
Qui Trieste, a voi Bucarest.

>> clicca qui per l’articolo sul bivacco gipsy davanti alla chiesa di S.Antonio

>> clicca qui per la MovidaVintage alla Stazione Rogers (edificio vincolato)

Buona notte Nonno! L’Assessore Miracco non regge i ritmi del Consiglio Comunale di Trieste e si mette a ronfare.

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Lui, l’assessore Miracco classe ’39, ex portavoce dell’ex Ministro Galan, (nonchè ex consulente esterno del Comune) ma uomo per tutte le stagioni, è quantomeno dotato di poca fantasia perché ad ogni quesito posto dai cronisti sullo stato comatoso della cultura triestina risponde con il solito mantra: “sono problemi antichi e la colpa è di chi c’era prima”. Intanto, forse richiamato all’ordine dal Sindaco di Trieste ad una maggiore presenza in Comune, è stato precettato in occasione della seduta di martedì scorso sulla Tares. I lavori, come è noto, si sono protratti fino a notte tarda e nonno Miracco ad un certo punto ha clamorosamente ceduto planando nel mondo dei sogni. Una piccola ronfatina che gli ha permesso di ricaricare le batterie e di tornare dopo qualche minuto a seguire il dibattito consiliare con attenzione e grande partecipazione…. leggendo il giornale ! E poi ci si meraviglia se questa Giunta porta in Consiglio le delibere zeppe di errori, tanto da doverle ritirare durante il dibattito in aula.

Trieste, una Giunta Comunale con le idee chiare: il Sindaco fa retromarcia e ritira la delibera sulla Tassa sui rifiuti.

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E’ accaduto ancora una volta. (o meglio, come dicono nelle migliori birrerie prima del Prosit, “è suceso di nuofo !” ) Trattasi ormai di una costante da quando Trieste è amministrata dal centrosinistra. Arriva una delibera in aula e, dopo l’emersione di dubbi ed eventuali lacune, il Sindaco decide di riportare indietro il documento. Questa volta ad innescare la miccia del ripensamento (momentaneo) è stato il consigliere del Pdl Giacomelli il quale, nel corso della seduta di questa notte del Consiglio comunale, presentando un emendamento ha generato il panico, instaurando il dubbio che la delibera in questione, quella sulla tassa sui rifiuti (Tares), fosse in contrasto con la legge dello Stato. Adesso il documento, ritirato, è tornato agli uffici che dovranno procedere con le verifiche e gli eventuali cambiamenti. Comunque la si pensi un’altra prova di scarsa autorevolezza che lascia sconcertati un po’ tutti, maggioranza di centrosinistra compresa.

Periferia di Bucarest sempre più vicina a Trieste : gipsy bivacco quotidiano sotto Sant’Antonio.

imageServono a poco le transenne. Perché se l’intenzione era quella di chiudere lo spazio per prevenire scene di degrado urbano il risultato è quello sotto gli occhi di tutti e che la foto di un nostro attento lettore ben rappresenta. Il bivacco, degno della periferia di Bucarest a cui evidentemente i nostri governanti locali puntano come modello (vedi roulotte “flowerpower” alla stazione Rogers, zona in teoria vincolata dalla sprintendenza), è il riflesso di una politica che se la prende con gli esercenti dei bar e lascia praterie sconfinate alla mancata applicazione di una dovuta severità nel decoro della città. Questi personaggi immortalati nell’immagine, che occupano l’entrata di una delle chiese più rappresentative di Trieste, quella di Sant’Antonio Nuovo, stazionano tipo accampamento indiano perché nessuno titolato ad intervenire fa presente loro che questi comportamenti non sono permessi. Punto. Non ci sono altre spiegazioni, elucubrazioni sociologiche, “Movide Vintage” e pippe varie. Bisognerebbe intervenire e basta. In fretta possibilmente.

Recensione dei ristoranti Triestini. La moglie di Riccardo Illy ? No, il Sindaco Gourmet Cosolini.

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Cosolini Gran Gourmet. Nuova rubrica sulla pagina ufficiale ed istituzionale del Signor Sindaco di Trieste che sta già turbando i sonni degli editori della guida Michelin e del Gambero Rosso2013. Roba, che a confronto, le recensioni della Signora Rossana Bettini in Illy appaiono essere i consigli di nonna Pina.
Il primo cittadino, evidente buongustaio, sembra esser infatti esser riuscito a trovare il tempo per deliziare i concittadini con le sue preziose recensioni sui migliori ristoranti di Trieste. Si comincia con la Terrazza dell’Ausonia dove – parole del Sindaco Gourmet – il personale è gentilissimo e la vista è da favola (da favola??).
Ma lo spietato e inflessibile critico culinario non sembra sbilanciarsi troppo sulla qualità del cibo che definisce semplicemente e genericamente “buono”. La Terrazza dell’Ausonia si aggiudica tuttavia la segnalazione per il miglior rapporto qualità prezzo : ” prezzi molto contenuti ” scrive infatti nella sua recensione il Sindaco di Trieste.
Poichè siamo certi che il Sindaco ci proporrà le recensioni dettagliate di TUTTI gli altri ristoranti della città, terremo sotto stretta osservazione la pagina ufficiale facebook di Roberto Cosolini pronti a segnalare ai nostri lettori le prossime recensioni del Sindaco Gourmet, anche perché, a dirla tutta, a quanto pare questi commenti hanno vita breve. Quello in questione è già infatti misteriosamente scomparso. Buon appetito!

Trieste, “Movida Vintage” stile periferia di Bucarest. Per una veranda burocrazia senza fine, per la roulotte invece nessun problema.

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Cioè, fateci capire: se noi mettiamo su una veranda, cambiamo i serramenti delle finestre o realizziamo un dehor dobbiamo subire una trafila burocratica alla pari di chi fa domanda per costruire una centro commerciale in mezzo al Colosseo, e se non rispettiamo tutti i dettami della Soprintendenza e del Comune – colori dimensioni e coerenza architettonica con la storia – il giorno dopo arrivano i reparti speciali e ci portano a Guantanamo. Nelle gabbiette. Bene, allora qualcuno ci spiega come questa specie di avamposto mobile, che troverebbe difficoltà di sosta con permesso nel camping di Lazzareto (Muggia), dà invece bella mostra di sé in uno dei luoghi più suggestivi della città? A pochi metri da quel magazzino vini le cui restrizioni imposte dalla soprintendenza hanno fatto lievitare i costi ad un livello da urlo, la “Stazione Rogers”, un piccolo gioiello dell’architettura industriale triestina, bene tutelato dalla soprintendenza, diventa Movida Vintage ! Questa la spiegazione testuale della portavoce del Sindaco di Trieste interpellata via twitter da un cittadino. Ed ecco allora la roulotte adibita a baretto (dove sciroppi e succhi di frutta vengono lasciati a cuocere sotto il sole cocente), gli immancabili graffiti radical chic sui muri dell’edificio vincolato, i bidoni di gasolio trasformati in improbabili tavolini ed i bancali in legno usati come sedute. Chissà cosa direbbe di tutto questo l’architetto Ernesto Nathan Rogers, considerato una delle principali personalità teoriche e critiche dell’architettura italiana del dopoguerra, che progettò l’edificio nel 1953. Chissà cosa pensano di questa “movida vintage” gli esercenti dei locali del centro che per quattro tavolini all’aperto devono assumere Renzo Piano e Rem Koolhaas per la pratica paesaggistica e le richieste di autorizzazione. C’è una spiegazione a tutto ciò che non ci mandi in bestia? Sì, il Vintage dei mi cojoni…    

Trieste: dichiara che “un sindaco nero è un brutto segno” e la sinistra gli conferisce la civica benemerenza.

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Gli illuminanti e illuminati governanti di sinistra ci insegnano a noi poveri tapini qual è la strada del civismo, della correttezza politica e delle regole del vivere democratico. E noi prendiamo nota, nella speranza di imparare ad essere un domani alla loro venerabile altezza. Un insegnamento che ci hanno dato, anche attraverso la scelta di certi ministri, è che non ci devono essere discriminazioni per il colore della pelle. Chi le fa è out: viene bollato come razzista degno di disapprovazione generale e civica. Giusto. Sottoscriviamo. Ma a Trieste, noi tapini, abbiamo le idee confuse perché la sinistra al potere di questa norma basilare del vivere civile sembra fottersene. Ampiamente. Capita infatti che l’Amministrazione comunale abbia deciso di conferire la civica benemerenza ad un signore il quale neanche tanto tempo fa dichiarò pubblicamente, alla stregua di un Borghezio qualsiasi, che l’elezione di “un sindaco nero è un brutto segno”. Alleghiamo i link della stampa libera e democratica (fine articolo) che confermano quanto andiamo affermando. Certo, il personaggio ha un riconosciuto peso specifico a livello letterario ed è noto in ambito internazionale. Si tratta di Boris Pahor, esponente della minoranza slovena in Italia, che – per la cronaca – a suo tempo si era rifiutato di ricevere dalla precedente amministrazione municipale di centrodestra lo stesso riconoscimento (prima delle sue esternazioni sui cromatismi dei sindaci) avendo la bizzarra pretesa di scrivere egli stesso la motivazione. Tant’è che adesso il Comune ha “rimediato”, accogliendo la richiesta e mettendo nel dimenticatoio le dichiarazioni contro i rappresentanti del popolo democraticamente eletti aventi la pelle nera. Con tanti saluti da Trieste alla ministra Kyenge.

👉 articolo del quotidiano Il Piccolo sulle accuse choc di Boris Pahor

Trieste turistica, Miramare abbandonato: un uomo solo di fronte alla propria impotenza .

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Un’immagine che vale come un’icona di Andy Warol. Un uomo solo di fronte all’impossibilità di poter incidere sulla realtà della città da egli stesso amministrata. Una foto che ci consegna una sensazione di impotenza, di resa incondizionata davanti alle dinamiche al rallenty di un’amministrazione, quella dello Stato, fuori dal tempo e dallo spazio. Eppure era stato lo stesso primo cittadino, a settembre dello scorso anno, a tranquillizzare sul Piccolo l’inferocita platea sul fatto che la situazione al Castello di Miramare si sarebbe potuta mettere a posto. E invece, niente. Arriva l’estate, arrivano i turisti, e noi gli mostriamo il degrado e l’incuria in cui viene lasciato il nostro biglietto da visita, il luogo più suggestivo e visitato di Trieste. Forse il sopralluogo andava fatto prima.