Trieste: dichiara che “un sindaco nero è un brutto segno” e la sinistra gli conferisce la civica benemerenza.

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Gli illuminanti e illuminati governanti di sinistra ci insegnano a noi poveri tapini qual è la strada del civismo, della correttezza politica e delle regole del vivere democratico. E noi prendiamo nota, nella speranza di imparare ad essere un domani alla loro venerabile altezza. Un insegnamento che ci hanno dato, anche attraverso la scelta di certi ministri, è che non ci devono essere discriminazioni per il colore della pelle. Chi le fa è out: viene bollato come razzista degno di disapprovazione generale e civica. Giusto. Sottoscriviamo. Ma a Trieste, noi tapini, abbiamo le idee confuse perché la sinistra al potere di questa norma basilare del vivere civile sembra fottersene. Ampiamente. Capita infatti che l’Amministrazione comunale abbia deciso di conferire la civica benemerenza ad un signore il quale neanche tanto tempo fa dichiarò pubblicamente, alla stregua di un Borghezio qualsiasi, che l’elezione di “un sindaco nero è un brutto segno”. Alleghiamo i link della stampa libera e democratica (fine articolo) che confermano quanto andiamo affermando. Certo, il personaggio ha un riconosciuto peso specifico a livello letterario ed è noto in ambito internazionale. Si tratta di Boris Pahor, esponente della minoranza slovena in Italia, che – per la cronaca – a suo tempo si era rifiutato di ricevere dalla precedente amministrazione municipale di centrodestra lo stesso riconoscimento (prima delle sue esternazioni sui cromatismi dei sindaci) avendo la bizzarra pretesa di scrivere egli stesso la motivazione. Tant’è che adesso il Comune ha “rimediato”, accogliendo la richiesta e mettendo nel dimenticatoio le dichiarazioni contro i rappresentanti del popolo democraticamente eletti aventi la pelle nera. Con tanti saluti da Trieste alla ministra Kyenge.

👉 articolo del quotidiano Il Piccolo sulle accuse choc di Boris Pahor

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