Trieste, “Movida Vintage” stile periferia di Bucarest. Per una veranda burocrazia senza fine, per la roulotte invece nessun problema.

staz rogers trieste

Cioè, fateci capire: se noi mettiamo su una veranda, cambiamo i serramenti delle finestre o realizziamo un dehor dobbiamo subire una trafila burocratica alla pari di chi fa domanda per costruire una centro commerciale in mezzo al Colosseo, e se non rispettiamo tutti i dettami della Soprintendenza e del Comune – colori dimensioni e coerenza architettonica con la storia – il giorno dopo arrivano i reparti speciali e ci portano a Guantanamo. Nelle gabbiette. Bene, allora qualcuno ci spiega come questa specie di avamposto mobile, che troverebbe difficoltà di sosta con permesso nel camping di Lazzareto (Muggia), dà invece bella mostra di sé in uno dei luoghi più suggestivi della città? A pochi metri da quel magazzino vini le cui restrizioni imposte dalla soprintendenza hanno fatto lievitare i costi ad un livello da urlo, la “Stazione Rogers”, un piccolo gioiello dell’architettura industriale triestina, bene tutelato dalla soprintendenza, diventa Movida Vintage ! Questa la spiegazione testuale della portavoce del Sindaco di Trieste interpellata via twitter da un cittadino. Ed ecco allora la roulotte adibita a baretto (dove sciroppi e succhi di frutta vengono lasciati a cuocere sotto il sole cocente), gli immancabili graffiti radical chic sui muri dell’edificio vincolato, i bidoni di gasolio trasformati in improbabili tavolini ed i bancali in legno usati come sedute. Chissà cosa direbbe di tutto questo l’architetto Ernesto Nathan Rogers, considerato una delle principali personalità teoriche e critiche dell’architettura italiana del dopoguerra, che progettò l’edificio nel 1953. Chissà cosa pensano di questa “movida vintage” gli esercenti dei locali del centro che per quattro tavolini all’aperto devono assumere Renzo Piano e Rem Koolhaas per la pratica paesaggistica e le richieste di autorizzazione. C’è una spiegazione a tutto ciò che non ci mandi in bestia? Sì, il Vintage dei mi cojoni…    

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