Periferia di Bucarest sempre più vicina a Trieste : gipsy bivacco quotidiano sotto Sant’Antonio.

imageServono a poco le transenne. Perché se l’intenzione era quella di chiudere lo spazio per prevenire scene di degrado urbano il risultato è quello sotto gli occhi di tutti e che la foto di un nostro attento lettore ben rappresenta. Il bivacco, degno della periferia di Bucarest a cui evidentemente i nostri governanti locali puntano come modello (vedi roulotte “flowerpower” alla stazione Rogers, zona in teoria vincolata dalla sprintendenza), è il riflesso di una politica che se la prende con gli esercenti dei bar e lascia praterie sconfinate alla mancata applicazione di una dovuta severità nel decoro della città. Questi personaggi immortalati nell’immagine, che occupano l’entrata di una delle chiese più rappresentative di Trieste, quella di Sant’Antonio Nuovo, stazionano tipo accampamento indiano perché nessuno titolato ad intervenire fa presente loro che questi comportamenti non sono permessi. Punto. Non ci sono altre spiegazioni, elucubrazioni sociologiche, “Movide Vintage” e pippe varie. Bisognerebbe intervenire e basta. In fretta possibilmente.

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