Le istituzioni locali snobbano il solenne ricordo dei caduti triestini del 1953.

caduti del 1953 per trieste italiana

Certo, non si pretende mai la massima presenza. Ci possono essere delle assenze, dovute al fatto che la domenica è un giorno difficile, solitamente pieno di impegni istituzionali finalizzati alla rappresentanza. Ma ci sono dei momenti in cui esserci fa la differenza, perché quando l’appartenenza di Trieste all’Italia viene messa in discussione – al netto di innesti esterni – da una parte residuale, ma rumorosa e ben organizzata, della cittadinanza, Comune Provincia e Regione dovevano forse sentire il dovere morale e civile di prender parte almeno al ricordo – celebrato domenica mattina – di chi nel ’53 sacrificò la propria vita affinché Trieste torni alla Patria. E invece niente. Nessuno a fornire una prova di testimonianza che un minimo di amor patrio e di coerenza avrebbe richiesto, visto che le istituzioni locali sono pagate con i soldi dello Stato Italiano.
Non si pretendava che Sindaco ed altri rappresentanti istituzionali partecipassero al corteo organizzato dal movimento TriesteProPatria, che potrebbe essere visto come una manifestazione politica, ma sarebbe stata quantomeno opportuna la presenza di Provincia, Regione e Comune di Trieste almeno al momento in cui sono stati ricordati i caduti del 1953. Fa riflettere che solo pochi mesi fa, quando con un’ inequivocabile azione di chiaro stampo propagandistico/politico è stata organizzata la “passeggiata” in Porto Vecchio, il primo cittadino Roberto Cosolini, accompagnato da dentisti candidati sindaco trombati, da “ex camerati” convertiti al centrismo spinto ( anche questi assenti domenica mattina ), da candidati romani alla presidenza della regione fvg in piena campagna elettorale, e dalla Presidente della provincia di Trieste, ha guidato in prima fila la “marcetta sul Porto Vecchio” …. non riuscendo nemmeno a trovare l’ingresso per entrarvi !
( clicca qui per il nostro articolo del 2 ottobre 2012 sulla “marcetta in porto” )

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