Cristicchi mette in scena l’esodo e in Croazia gli tagliano le gomme.

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E così, anche Simone Cristicchi, autore e protagonista dello spettacolo dedicato all’esodo istriano e al dramma delle foibe, “Magazzino 18”, ha potuto constatare il superamento nell’ ex Yugoslavia del risentimento neanche tanto strisciante nei confronti degli italiani. Infatti a Pola sono state tagliate le gomme del camion che trasportava l’allestimento della sua opera, in una dinamica che non sembra estranea al contenuto della rappresentazione teatrale. Per rendere meglio l’idea di come stiano le cose tre anni fa, al teatro Verdi di Trieste, fu messa in scena Necropoli di Boris Pahor, autore fortemente incline al nazionalismo sloveno, eppure non ci fu il benché minimo gesto dimostrativo da parte di alcuno, neanche un fischio. Se ci fosse stata qualche protesta la stampa libera e democratica avrebbe alzato i toni contro gli estremismi, le bande fasciste e l’immaturità di una certa Trieste che non vuole scrollarsi dei fantasmi del passato. Oggi, che le parti sono in qualche modo ribaltate, anche se Cristicchi non si può certo definire un nazionalista, qualcosa di grave – almeno simbolicamente, conto del gommista a parte – é certamente accaduto. Chissà se l’informazione nazionale, quella dei giornaloni, sempre pronta alla retorica della pacificazione forzata, darà il giusto risalto ad una notizia che simboleggia quale sia il clima oltreconfine nei confronti della storia. Quella vera.

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