La sinistra okkupa anche lo sport: un politico diventa presidente di una federazione sportiva.

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Diciamolo, l’idea che l’Italia fosse il Paese del merito ne eravamo già tutti convinti, ma a dare ulteriore linfa a questo dato di fatto ci ha pensato la Federazione triestina di atletica leggera alle prese con un importante dilemma: chi eleggere come nuovo presidente? La scelta, lo diciamo subito, non si è concentrata sul solito politico, magari in carica, un po’ sovrappeso, chiamato non tanto per la competenza, quanto per avere un aggancio a Palazzo. No, niente di tutto ciò. D’altronde lo sport non ha bandiere e, com’é giusto che sia, la politica non deve entrare nel ventre dell’agonismo. Ed é per questo che a dirigere il ramo della federazione triestina é stato chiamato l’informatore scientifico ed atleta (vedi foto sopra) Emiliano Edera, il quale – guarda caso – ha lo stesso nome del consigliere regionale di centrosinistra che da assessore comunale allo sport regalò alle cronache una delle pagine più memorabili di questi ultimi anni: la finta inaugurazione dello stadio Grezar, per la quale il Sindaco di Trieste Cosolini ebbe motivo di infuriarsi non poco. (Senza contare le ottime doti di mediazione messe in campo in occasione del fallimento della Triestina Calcio). Ma niente paura, trattasi certamente di un evidente caso di omonimia che ci mette al riparo da pensieri cattivi del tipo che le mani del potere politico siano calate sullo sport cittadino. E d’altronde, come potete pensare che a Trieste un politico in carica possa diventare il Presidente di una federazione sportiva senza che la società civile e la pubblica opinione reagiscano con sdegno e disapprovazione ?

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