Il Pd di Trieste espelle un consigliere per garantirsi la poltrona di Presidente di Circoscrizione.

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La gioiosa macchina da guerra del PD è sempre pronta ad entrare in azione, a qualsiasi livello : dal Parlamento fino ai consigli delle circoscrizioni cittadine. Fulgido esempio delle raffinate strategie demokratiche è quello che i compagni di Trieste stanno tentando di fare proprio con una delle sette circoscrizioni in cui è suddivisa la città . In un “parlamentino” rionale del capoluogo giuliano infatti, il presidente, espressione del PD, ha deciso ( motivi personali ) di rassegnare le dimissioni. Questo comporta una nuova elezione del Presidente di Circoscrizione che da regolamento viene eletto dai 20 consiglieri del suddetto organo di decentramento. Fin qua tutto bene, non fosse che nel frattempo un consigliere eletto nelle file del PD ha deciso di abbandonare il centro sinistra e passare all’opposizione . Questo ha ovviamente spostato gli equilibri interni mettendo di fatto a rischio l’elezione di un nuovo presidente di centro sinistra, ma a garantire la poltrona rossa ci ha pensato il Partitone Democratico locale : con un impareggiabile slancio di democrazia e buon gusto i compagni triestini chiedono infatti l’espulsione del consigliere transfugo. Cacciato il traditore, subentra infatti un nuovo eletto nelle fila del Pd, e la poltrona della presidenza è di nuovo nelle mani della sinistra. Il biglietto di sola andata per la Siberia è pronto, in bocca al lupo al consigliere epurato. Complimenti ! 

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