Archivi del mese: maggio 2013

Dopo 2 anni di Sinistra al governo, Trieste “decolla” : turismo e lavoro, obiettivi raggiunti…

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Il cambio di passo è bene registrato dopo due anni esatti da quando Trieste ha cambiato rotta. Via quella classe dirigente di centrodestra, tutta lavori pubblici e feste in piazza, e largo agli illuminati, quelli che adesso stanno dimostrando come si amministra una città. E i risultati non sono mancati perché sono sotto gli occhi di tutti. Trieste è rinata e buona parte le promesse elettorali di cambiamento si stanno compiendo. Ma non tutti se ne stanno rendendo veramente conto e allora ci soccorre l’opera paziente e puntuale di Paolo Rovis (cons.comunale di opposizione), il quale con maestria ben illustra i brillanti successi di questa amministrazione di sinistra (vedi immagine di questo articolo). Parliamo del Comune di Trieste, ovviamente, visto che la Provincia ha la stessa rilevanza di un attaccapanni. Lavoro e turismo, per gradire, sono i temi sui quali numeri ci solleciterebbero a produrre delle sferzanti riflessioni, che elegantemente rimandiamo a chi ha la bontà e la pazienza di aver letto il Bollettino consigliando anche l’analisi pubblicata sul blog di mr. Rovis a questo link:

PaoloRovisBlog- dati e analisi su turismo trieste

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Tovarish Piano del Traffico Trieste. La Compagna Markigiani punisce i ricchi borghesi !

piano del traffico trieste
Nella fulgente direttiva indicata dal Partito Comunista, la delegata al traffico popolare, la Compagna Assessore Marchigiani, ha ben sintetizzato la filosofia che fonda il nuovo Piano del Traffico elaborato dal Comitato Rivoluzionario di Trieste/Trst. “ Sarà un Piano di sinistra ”: i ricchi che possiedono la macchina – tipo i capitalisti pensionati con la lussuosissima Punto base – dovranno pagare. L’applicazione della direttiva passerà attraverso un’allargata perimetrazione delle aree di parcheggio a pagamento, compiuta dalla Guardie Rosse e da un plotone di Giovani Pionieri provenienti dall’ altipiano. Anche i quartieri residenziali di Borgo San Sergio, Valmaura e San Giovanni, dove notoriamente alloggiano le classi agiate della città, saranno quindi chiamate a versare il proprio contributo alla causa del Socialismo Reale. Intanto il Partito ha formulato al Tribunale del Popolo una pesante denuncia a tre esponenti della Reazione che stanno boicottando la misura decisa dal Soviet cittadino: Bertoli Everest, Polacco Alberto e Dubs Roberto, questi i nomi dei tre dissidenti appartenenti alla cellula antagonista del Popolo della Libertà di Trieste che sono stati accusati in contumacia per comportamento controrivoluzionario e per questo condannati con sentenza immediata a venti anni di lavori forzati come macchinisti e/o attrezzisti al teatro Miela.

clicca qui per l’articolo pubblicato sul Piccolo

Cane non mangia cane. Con la sinistra al potere le locations della protesta a Trieste si spostano.

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Correva l’anno 2006 e una manifestazione sulla Ferriera fece tappa davanti alla Provincia di Trieste con tanto di coretto irriguardoso nei confronti del presidente di allora (centrodestra). Oggi là davanti non manifesterebbero neanche i liberi pensatori del loto, perché trattasi di un Ente invisibile, oltre che come dichiarato dal sindaco “inutile”, a meno che ad amministrarlo non sia il centrodestra, in tal caso le responsabilità e le colpe per il fatto che la città stia andando a rotoli avrebbero anche nei vertici della Provincia i colpevoli. Correvano sempre quegli anni e non c’era corteo dei sindacati che non trovava il suo degno capolinea davanti al Comune di Trieste a chiamare in causa il sindaco, di centrodestra, responsabile del fatto che non ci sono industrie e c’è poco lavoro e che “bisogna fare il marketing territoriale e non pensare solo ai lavori pubblici”. Oggi, che siamo nel guano peggio di allora, di marketing territoriale non si parla più, in compenso i lavori pubblici languono e i livelli occupazionali sono sensibilmente peggiorati. Barricate sotto il Comune allora. Non proprio: dal 2011 il centrosinistra controlla il Municipio e quindi come per incanto il capro espiatorio negli ultimi due anni si è spostato di qualche metro, sempre in piazza Unità: la Regione. Anche in questo caso niente marketing territoriale ma lo slogan è che “la Regione ignora Trieste ed è la responsabile del declino della città”. Un mantra ipnotico che è finito per entrare nella testa di quei triestini (pochi) che hanno votato alle ultime regionali scegliendo per l’evanescenza mediatica della Serracchiani. Ora, siccome la situazione continua a peggiorare i sindacati hanno organizzato la scorsa settimana una manifestazione (sotto la pioggia) per sensibilizzare sull’allarme dell’occupazione a Trieste. Ma il problema era dove protestare visto che la sinistra governa tutti le istituzioni locali e cane non mangia cane. Ebbene la soluzione l’hanno trovata senza rinunciare a piazza Unità. Sotto il Comune del compagno Cosolini? No. Sotto la Regione dell’ex avvocatessa della Cgil Serracchiani? Non si può! E allora tutti davanti alla Prefettura a farsi ricevere da un funzionario dello Stato e non da un politico ( vedi link a fine articolo ). Cosa non si fa pur di non disturbare gli amici…

clicca per articolo del piccolo sulla protesta sotto la prefettura

Landing in Trieste. Nuova pista di atterraggio in Piazza Unità dopo i “GrinDei”.

LANDING IN TRIESTE

E noi subito a pensar male nel vedere lo scempio causato dai lavori per l’allestimento del palco in piazza Unità in occasione del concerto di sabato sera ( “grindei ” ). Pensavate che fosse stato causa di una certa leggerezza nel trattare il salotto buono della città? Credevate che, a differenza di un tempo, non ci fossero stati il giusto controllo e la giusta severità nel seguire la ditta che eseguiva i lavori? Pensate forse che si fossero dimenticati di coprire la pavimentazione come da sempre si fa per i concerti anche negli stadi ? No, no, siete fuori pista ( di atterraggio ). Ad esempio, le maleodoranti chiazze di gasolio ed i devastanti segni di grossi pneumatici non sono stati causati da un camion che alla “neanche per cul” ha solcato il pavimento di una delle più suggestive piazze d’Europa? No. Le tracce infatti sono quelle dell’aereo, un Boeing 747 dell’Alitalia, proveniente dall’aeroporto di Capodichino (Napoli) che ha trasportato il signor sindaco reduce dal concerto di Bruce Springsteen in piazza Plebiscito. D’altronde i tempi erano stretti ed entrambi gli appuntamenti musicali non potevano essere persi dal primo cittadino: uno, quello del boss, per passione, l’altro per dovere istituzionale. E quindi l’unico modo per arrivare in tempo era quello di planare direttamente davanti al portone del Comune. Detto fatto, e così a perenne monito rimangono sulla piazza quei segni – indelebili – di un atterraggio che passerà alla storia.
Gasolio e sgommate che trovano eguali solo sulla pista del JFK di New York.
“As we prepare for landing in UnitedSquare we ask you to check that your seat-belt is fastened, you table is up and locked, and you seat is in the up-right position. Using eletronic devices during landing is not allowed. Cpt. Cosolini and all the cabin crew would like to thank you for your attention and wish you a pleasant and amazing concert in Trieste!”

il “SindacoRock” di Trieste non molla MANDI SPRINGSTEEN neanche a Napoli.

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Il grado di fedeltà del Signor Sindaco di Trieste a Bruce Springsteen non conosce limiti e distanze. Eccolo dunque a sbattersi e sgomitare come un teenager sotto il palco del Boss in quel di Napoli. L’entusiasmo si manifesta nel movimento delle mani, tese verso quello che l’idolatria e la passione consacra come il primo riferimento musicale di Roberto Cosolini. ” I’m on fire ” sembra dire il primo cittadino, evidentemente accaldato e sudato per l’emozione (vedi “ascella pezzata”), parafrasando il titolo di una canzone di Bruce. E chissà se quest’ultimo dal palco ha riconosciuto quel sindaco che ebbe modo di incontrare un anno fa allo stadio Rocco. In tal caso sicuramente sarà scappato senz’altro un saluto: “Mandi Roby!”
Speriamo a questo punto di rivedere il nostro Sindaco Rock anche domani sera in piazza Unità per il concerto dei GreenDay, la camicia in tal caso sarà nuovamente bagnata, ma di pioggia e non di sudore partenopeo, almeno secondo il meteo.

Nel frattempo ecco il video della nostra canzone preferita dei GreenDay … tratta dal mitico album Dookie dei primi anni novanta (clicca qui)

Volano stracci in Grillology Fvg. Fuoco amico su Galluccio e allegra compagnia in un’ esclusiva intervista di QELSI.

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Si sa che a parole sono tutti bravi, poi quando si è sul pezzo la musica cambia. E così che sta andando all’interno del Movimento di Grillo, anche nella regione Friuli Venezia Giulia, dove, per dirne una in pieno stile partitocratico, il candidato presidente trombato Galluccio viene ripescato come caposegreteria del Gruppo 5Stelle in Consiglio Regionale. E poi ci sarebbero altre cosucce non proprio coerenti con le prediche che abbiamo ascoltato provenire dalle altissime sfere di Grillology. Per ciò proponiamo quest’intervista fatta da Gianni Candotto del blog Qelsi ( http://www.qelsi.it ) ad un esponente regionale di primo piano dei grillini come Iussig Zuliani, il quale non lesina certo alcuni appunti pesanetmente critici alla gestione del movimento in chiave locale.

clicca per per leggere l’esclusiva intervista

La vergogna al Castello di Miramare : dopo le promesse del Sindaco di Trieste (8 mesi fa) lo schifo continua.

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Dall’amministrazione comunale annunci più o meno roboanti adoperati alla stregua di un anestetico per l’opinione pubblica, ma poi risultati concreti zero. L’altro ieri il flop di Trieste capitale europea della cultura, una candidatura usata per spruzzare una cortina fumogena sul nulla cosmico prodotto dopo due anni in materia di politiche culturali. Oggi un consigliere comunale d’opposizione (Paolo Rovis – Pdl) avendo preso diligentemente nota di quanto proclamato a mezzo stampa dal signor sindaco otto mesi fa sulla vergognosa situazione in cui versa il Parco di Miramare, ha messo in contrasto la realtà con quelle promesse. Il risultato? Anche in questo caso il nulla cosmico e la memoria di molti annebbiata. Quello che rimane è solo l’eco di annunci mai realizzati: come cantava la Tigre di Cremona, all’anagrafe Anna Maria Mazzini ” PAROLE, PAROLE, PAROLE….”

23 settembre 2012, il Sindaco dichiara : ” i cittadini ci dicono ad esempio che vogliono un parco di Miramare all’altezza della sua storia e della bellezza che può e deve avere, e questo glielo dobbiamo dare, anche se la competenza è di altri, smuovendo ostacoli e trovando soluzioni


21 maggio 2013, il titolo del Piccolo : ” Parco nel degrado. Miramare, solo ghiaia al posto del datario “<

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sbarca su FB la pagina THINKDRASTIKO con la maglietta ufficiale del PONTE CURTO !

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È proprio nei tempi di crisi che l’ingegno umano dà il meglio di se stesso, anche, e soprattutto, a Trieste, dove lo spirito d’iniziativa non è mai venuto a mancare.
Fulgido esempio della creatività tipicamente triestina – rigorosamente homemade – è la pagina Facebook messa online proprio oggi pomeriggio (domenica) dal triestinissimo Sior Alen : ThinkDrastiko ( un nome che ci porta alla memoria le mitiche magliette BeviRosso, parodia ben riuscita del marchio ThinkPink, che spopolavano a Trieste tra gli anni 80 e 90 ) . Alen ha avuto un’idea semplice ma molto accattivante: le t-shirt personalizzate in dialetto triestino. Ebbene sì, ci è piaciuta talmente tanto questa genialiata che non potevamo esimerci dallo scrivere questo articolo. Un pò di pubblicità gratuita e meritata a chi invece di lamentarsi si rimbocca le maniche per tirare avanti anche quando la crisi incombe …. persino nella città del NoSePol ! Con la speranza di vedere quanto prima il nostro Sindaco indossare la maglietta del Ponte Curto concludiamo con un Bravo Alen ! e …. ” regaline una majeta dei !

clicca qui per la FacebookPage ThinkDrastico

PRECISAZIONE: ci ha scritto Sior Alen che oltre a ringraziare, teneva correttamente a precisare che collabora con Sior Roger e che molte magliette le trovate anche quà : link

Basket a Trieste: l’anticamera del baratro, la colletta dei tifosi.

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Sembra un deja vu, una fotocopia di quanto avvenuto un anno fa sulla sponda del calcio. La proprietà molla, non c’è l’anima di un cristiano disposto a rilevare la gloriosa società e nel momento del collasso la colletta dei tifosi è stato l’unico, per centri aspetti commovente, segno di interesse del territorio per la Triestina. Oggi va in scena il basket: la Pallacanestro Trieste 2004, chiamata così non per la cilindrata ma perché il sodalizio fu in qualche modo recuperato dopo il fallimento da un intervento dell’allora Acegas. Con sacrifici e determinazione la squadra è riuscita a risalire la china fino alla serie A2. Non male per una squadra che l’anno scorso riempi il palazzo dello sport (6mila spettatori) per lo spareggio promozione. Accade però che i soldi non ci sono, dei previsti sponsor locali non c’è stato segno di vita e la proprietà, non facendo riferimento a un investitore ma quasi unicamente alla sponsorizzazione dell’AcagasAps,  è di fatto impotente. Il crinale quindi è ormai stato imboccato e la sensazione è che ci si avvii al punto di non ritorno. La notizia della colletta dei tifosi è il segno che si è arrivati alla canna del gas, nel senso che trattasi di una reazione disperata ad un’assenza di prospettive concrete di investimenti esterni. Trieste quindi dopo aver perso il calcio professionistico adesso si avvia a veder estinto anche il basket. Il signor Declino e la signora Decadenza di impadroniscono così anche dello sport e l’impressione e che non si fermeranno qua.

Delirio google maps: Trieste è in Slovenia e Piazza della Repubblica a Izola !

trieste izola g maps

Le “soddisfazioni” questa volta ce le regala Google Maps, perché se qualcuno per caso si trovasse a digitare sul motore di ricerca Piazza Repubblica, Trieste si troverebbe dirottato in Slovenia. Fin qua la novità è relativa, anche se trattasi di errore abbastanza clamoroso, ma la cosa più originale è che per andare in Piazza della Repubblica Google vi manda a Isola e più precisamente fra le vie Drevored 1 Maja e la più nota Muzeceva Ulica. Per non sbagliare, comunque, a due passi c’è l’ufficio turistico: turisticno informacijski. Quindi altro che Euroregione o caduta dei confini, qua siamo già avanti, Trieste, secondo il motore di ricerca più usato al mondo quindi, oltre a trovarsi in Slovenia, è anche stata fagocitata dalla ridente cittadina di Isola. Proprio in considerazione della diffusione dello strumento in questione le nostre istituzioni locali, nel caso trovassero un minimo di orgoglio identitario per strada, farebbero bene a segnalare ufficialmente la svista, che oltre ad essere un errore, calpesta la storia della nostra città. Sempre che la cosa  a chi di dovere interessi, visto che attraversiamo strani  tempi. Tempi in cui si vogliono intitolare delle strade a chi ha causato la morte in foiba di vittime innocenti. A Trieste, non a Isola.